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Post sul Duce, consigliere nella bufera

OSIMO - Indignazione su Facebook per il gesto di Maria Grazia Mariani, capogruppo del Gruppo misto. Il Pd: "Segnaleremo il fatto agli organi competenti", l'Anpi: "Si dimetta". La protagonista della vicenda ridimensiona: "Quella frase mi trova d'accordo indipendentemente da chi l'ha pronunciata. Parliamo con la stessa veemenza dei problemi della città"
domenica 15 gennaio 2017 - Ore 20:36
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Maria Grazia Mariani

 

di Maria Paola Cancellieri

Ha postato sul suo profilo fb una foto del Duce con la massima “La disciplina deve cominciare dall’alto se si vuole che sia rispettata in basso” sollevando l’indignazione della Rete e movimentando la domenica virtuale di Osimo. I primi a puntare l’indice contro il post della capogruppo di minoranza Maria Grazia Mariani (gruppo misto) sono stati i colleghi d’aula del gruppo Pd. I consiglieri democrat di Osimo hanno subito condannato con forza il gesto “che arriva a pochi giorni dalla ricorrenza della Giornata della Memoria, in commemorazione delle vittime dell’Olocausto” hanno scritto in un comunicato ufficiale.

“E’ un atto gravissimo – aggiungono- soprattutto perché fatto da una rappresentante del Consiglio Comunale, che dovrebbe necessariamente riconoscersi nei valori antifascisti della nostra Costituzione”. Poi hanno annunciato l’intenzione di voler segnalare “il fatto agli organi competenti, visto che già in passato autori di post analoghi sono stati imputati del reato di apologia del Fascismo”. Secondo i dem che sostengono il sindaco Simone Pugnaloni la stessa Mariani “pubblicando la foto di Benito Mussolini sulla propria bacheca Facebook ha gettato definitivamente la maschera, rivelando la sua vera appartenenza politica”.

Il post su fb

La protagonista della vicenda, che ha sostenuto la coalizione di maggioranza nelle Amministrative 2014 (prima di prenderne le distanze) con la lista Popolari per Osimo, ha cercato di spiegare che cosa l’aveva spinta a condividere il pensiero del Duce sul diario Fb. “Ho ricevuto tanti like – ha replicato in una nota la Mariani- Come poteva essere il contrario? La frase indipendentemente da chi l’ha pronunciata la trovo ovvia e, ripeto, sono pienamente d’accordo”. Poi ha rimarcato di comprendere chi la pensa diversamente “ma questo è il bello della democrazia che dà la possibilità a chiunque di esprimere le proprie idee. Ma arrivare al punto di essere definita “fascista”, “razzista” rea di “apologia del fascismo” mi sembra un po’ troppo, perché non parlar con la stessa veemenza dei problemi di Osimo, da Astea Energia al’ospedale, ai pensionati non accendono i termosifoni perché non hanno i soldi per pagare le bollette o alle molte famiglie sono costrette a pagare i libri scolastici a rate e non hanno i soldi per lo scuolabus. E’ stravagante concentrarsi su una foto o su una frase quando ad Osimo ci sono tanti problemi ben più attuali ed importanti”. E conclude con un aforisma di Oscar Wilde…. “Bene o male, purchè se ne parli“.

Gli scranni della maggioranza osimana con i consiglieri democrat

Nel frattempo, nel caos che si è creato attorno alla vicenda, anche l’Anpi di Osimo ha disapprovato il gesto chiedendo, nero su bianco, alla Mariani di dimettersi dal consiglio comunale “per rispetto verso i cittadini osimani democratici e liberali e di quanti si sono immolati per la libertà e la democrazia, di fare un passo indietro dal proprio ruolo” ed ha invitato “il Consiglio Comunale di Osimo tutto, richiamato alla sua responsabilità di difensore delle istituzioni democratiche, a prendere unanimemente le distanze dalla consigliere e a condannare con fermezza le esternazioni espresse in questa vicenda”.

“Come Presidente del Consiglio Comunale – ha commentato infine Paola Andreoni – stigmatizzo il richiamo alla figura del Duce Mussolini, condanno il gesto e ne prendo in assoluto le distanze. Ribadisco inoltre che i valori di un sistema democratico sono ben altri e si fondano e fanno riferimento a quelli espressi dalla Costituzione. Ricordo che se l’Italia oggi vive in un sistema democratico, questo lo si deve alle lotte antifasciste, per le quali tanti onesti cittadini hanno perso la loro vita, combattendo per la difesa di quei valori supremi che sono irrinunciabili per un Paese libero e democratico”.

 

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