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Scuole in emergenza,
i sindacati: “Servono più prof”

SCUOLA - Cgil, Cisl, Uil e Snals denunciano: "Siamo gli unici in Italia a perdere insegnanti". La critica è rivolta alla Regione. "Sostenga al Ministero la nostra richiesta di maggiore organico, altrimenti ogni modifica della rete scolastica è inutile"
lunedì 6 febbraio 2017 - Ore 14:01
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Studenti in fila al liceo Savoia in una foto d’archivio

 

Classi “pollaio”, 112 insegnanti persi nell’ultimo anno e corsi fermi dal 2009, i sindacati lanciano l’appello a Palazzo Raffaello. “La Regione sostenga la nostra richiesta di difesa dell’organico” scrivono in una nota le segretarie regionali Manuela Carloni (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl scuola), Claudia Mazzuchelli (Uil scuola) e Paola Martano (Snals Confsal). 

I sindacati in particolare criticano la delibera di giunta sulla rete scolastica regionale. “Continuiamo a pensare che sarebbe stato meglio soprassedere a qualunque modifica della rete scolastica in un anno in cui la regione, in particolare in alcuni territori, è stata pesantemente colpita da eventi sismici e atmosferici tra i più gravi degli ultimi cento anni. E questo perché, come noto, in particolare nella scuola secondaria di secondo grado, le scelte territoriali hanno ripercussioni sulla dotazione di posti organico del personale docente e Ata di tutta la regione. Prendiamo atto delle decisioni istituzionali ma sia chiaro: per realizzare l’obiettivo, la Regione deve sostenere la richiesta dei sindacati di difendere e potenziare l’attuale organico, come già richiesto al Ministero, se non vogliamo che le scelte assunte abbiano ripercussioni negative per le Marche” spiegano le sigle sindacali nella nota congiunta.

“Questo tema non è nuovo per la nostra regione, penalizzata anche in questo anno scolastico con un taglio di ben 112 posti dell’organico potenziato per permettere il normale funzionamento a discapito dell’arricchimento dell’offerta formativa: un caso unico in Italia” continuano Cgil, Cisl, Uil e Snals. “Se non cambierà qualcosa, questo accadrà di nuovo perché nel sistema dei tetti organico predefiniti dal Governo sulla base di parametri nazionali, ogni scelta di modifica della rete ha ripercussioni sull’offerta formativa complessiva e, dunque, o si ottengono risorse aggiuntive, o le novità si realizzeranno a discapito comunque di una parte dell’offerta formativa, come la materna, i corsi serali, lo sdoppiamento delle classi pollaio, i laboratori. E forse anche di quei territori che, a causa del sisma, non hanno potuto richiedere nulla. Infatti, pur plaudendo, per esempio, alla richiesta della Regione di istituire un liceo musicale in ogni provincia, abbiamo sottolineato all’assessore Bravi come tale scelta, se non sarà supportata da posti aggiuntivi rispetto all’organico attuale, sarà destinata a rimanere sulla carta, esattamente come le tante richieste di strumento musicale nella scuola media, inserite nei piani di dimensionamento dalla Regione ma mai attuate sempre per lo stesso motivo: carenza di organico. E questo diversamente da quanto accaduto in altre regioni che, nel frattempo, hanno fortemente potenziato l’educazione musicale, mentre noi, nelle Marche, siamo fermi ai corsi istituiti nel 2009. Oggi – concludono i sindacti – registriamo come nel licenziare l’ atto di programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa 2017-2018 la Giunta regionale sia stata più attenta alle pulsioni campanilistiche che a distribuire l’offerta formativa sulla base di parametri oggettivi ed equilibrati rispetto al sistema istruzione regionale. I sindacati ne prendono atto ma si aspettano dalla Regione atti concreti”.

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