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Carrefour annuncia licenziamenti,
13 esuberi a Camerano

LAVORO - Già spedite le lettere ai sindacati. Riguardano gli addetti alle vendite. "Ora inizierà la contrattazione - commenta Selena Soleggiati, segretario generale della Fisascat-Cisl Marche - la situazione del negozio era già critica. Il gruppo dovrebbe pensare ad un rilancio del marchio". Rabini chiede un intervento del consiglio comunale

Il Carrefour di Camerano (Foto Giusy Marinelli)

 

E’ arrivata ieri la lettera ai sindacati che annunciano i licenziamenti del gruppo Carrefour. Sono 500 in tutta Italia e 13 riguardano il punto vendita di Camerano. «Ora inizierà la contrattazione – commenta Selena Soleggiati, segretario generale della Fisascat-Cisl Marche – la situazione del negozio di Camerano era già critica e ha visto i dipendenti in cassa integrazione, poi c’è stata la mobilità volontaria con licenziamenti e il ricorso al contratto di solidarietà dove si è spalmato su tutto il personale una minore retribuzione». La Cisl parla di un numero importante, riferito ai 13 esuberi annunciati dal gruppo, che andrà a penalizzare ancora di più l’attività dell’ipermercato. «Questo taglio va ad incidere ancora una volta sul personale – aggiunge Soleggiati – in questo caso saranno gli addetti alle vendite. Il gruppo dovrebbe piuttosto pensare ad un rilancio del marchio per rendersi più appetibili sul mercato e con la clientela. Non è una riduzione di organico che solleverà il gruppo». Sulla questione interviene anche il consigliere comunale e provinciale Lorenzo Rabini. «A Camerano – sottolinea Rabini – lavorano più di 100 persone, e l’impegno che fin da ora può e deve assumere la politica locale e regionale, è quello di salvaguardare il più possibile il lavoro dall’onda dei tagli annunciati. Sappiamo molto bene la storia di quel sito commerciale che, sorto dalle ceneri della vecchia struttura del Mercatone, avrebbe dovuto essere un polmone occupazionale importante per Camerano e per le realtà limitrofe, ma questo non è stato. Anche gli ex dipendenti dell’Emmezeta hanno trovato le porte sbarrate a nuove assunzioni o incarichi al Grotte Center. Il governo politico di Camerano dello scorso mandato, a fronte di promesse eclatanti di posti di lavoro, ha di fatto fallito l’obiettivo». Rabini chiede che il consiglio comunale faccia un atto di indirizzo unitario «per dimostrare la contrarietà sociale rispetto ad una azione che potrebbe danneggiare tante famiglie».

(Mar. Ve.)

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