facebook rss

‘Vivi Camerano’ condanna
il manifesto di CasaPound

POLEMICHE - Oltre all’indignazione per i contenuti del messaggio, il movimento d centrosinistra che esprime due consiglieri comunali di minoranza stigmatizza "la mancata presa posizione dell'amministrazione comunale nei confronti un episodio di tale gravità”
martedì 7 febbraio 2017 - Ore 18:49
Print Friendly, PDF & Email

Una veduta panoramica di Camerano

Come accaduto in un altro centinaio di città italiane, nei giorni scorsi CasaPound ha affisso anche a Camerano un manifesto diretto contro i migranti: “Chi scappa dalla guerra abbandonando genitori, moglie e figli – si legge nel manifesto – non merita rispetto”.

Vivi Camerano, il movimento di centro sinistra che esprime 2 consiglieri comunali sui banchi di minoranza, ha condannato in maniera ferma “quest’ennesimo messaggio che incita all’odio e allo spregio nei confronti di vite umane che, in quanto tali, meritano rispetto e sostegno nella promozione della propria dignità – scrive in una nota il movimento-  All’indignazione per il contenuto del manifesto uniamo l’indignazione per le modalità con cui l’amministrazione comunale ha mancato di prendere posizione nei confronti un episodio di tale gravità”.

Vivi Camerano recrimina inoltre la mancanza di “un messaggio di condanna, esplicito o implicito, nei confronti di quest’azione dimostrativa delle forze xenofobe locali. Non è stato compiuto neppure il primario gesto di dissociazione che, normalmente, viene preso nei confronti di gesti analoghi: la tempestiva rimozione del manifesto. Questo, infatti, oggi è ancora visibile, seppure ridotto a brandelli, a quanti percorrono le strade in prossimità all’Ikea – contribuendo, tra l’altro, all’incremento del generale senso di incuria e di abbandono in cui versa l’area”. Pertanto rimarca la sia indignazione evidenziando come “l’attuale amministrazione ha mostrato un interesse pressoché nullo verso i problemi legati ai fenomeni migratori che coinvolgono anche la nostra comunità”.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X