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Omicidio Pinciaroli, parla il socio:
“Era qui per aprire il nuovo maneggio,
non aveva debiti per i cavalli”

LA TESTIMONIANZA - Nicola Pacetti è stato tra i primi a raggiungere il luogo dell'agguato e ha ricevuto la telefonata della madre di Valerio Andreucci che si trova tuttora in caserma per un interrogatorio fiume
domenica 21 maggio 2017 - Ore 22:41
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Nel riquadro Olindo Pinciaroli (fotoservizio Giusy Marinelli)

Nicola Pacetti sul luogo dell’omicidio

 

di Maria Paola Cancellieri 

Erano ad Osimo, stamattina Olindo Pinciaroli e Valerio Andreucci perché il 1 giugno avrebbero dovuto inaugurare e riaprire un maneggio storico di via Striscioni, l’Agrifan, chiuso da molti anni. A raccontarlo è il socio di Pinciaroli, Nicola Pacetti, tra i primi a raggiungere il luogo dell’agguato che si trova a meno di 4 chilometri da quella scuola di equitazione. “So che erano passati al maneggio prima di imboccare via Chiaravallese ma io non c’ero perché ero a casa con i miei figli– racconta Nicola Pacetti – Più tardi ho ricevuto la telefonata della madre di Valerio. Era agitata e mi diceva di essere stata chiamata dal figlio che le aveva raccontato della rapina, ‘… questi ci uccidono…’ le avrebbe detto. Lei mi ha pregato di andare subito sul posto, di telefonare ai carabinieri” (leggi l’articolo).

Quando Nicola è arrivato in via Chiaravallese c’erano già i militari (leggi l’articolo). “Non voglio credere che non sia stata una rapina anche se non capisco cosa possa aver spinto ad aggredire un veterinario che non aveva soldi con se’ per derubarlo. – rimarca- Escludo anche che avesse debiti per l’acquisto dei cavalli. Avevamo pagato tutto per il nuovo maneggio e Olindo era una brava persona, una persona perbene. Non lo dico solo perché non c’è più ma perché era davvero una persona sensibile (leggi l’articolo). Valerio invece non era socio, ma ci avrebbe dato una mano come collaboratore (leggi l’articolo). Si era trasferito ad Osimo da Ascoli Piceno ed era il mio allievo, avevano fatto gare insieme anche la scorsa settimana”. Pacetti cerca di trovare una giustificazione, un movente per questa brutta storia. Il 23enne ascolano è da oggi pomeriggio nella caserma dei carabinieri di via Saffi ad Osimo, per rispondere alle domande del Pm Pucilli e dai vertici dei carabinieri di Ancona e Osimo. Un interrogatorio fiume che sta andando avanti da ore.

“Non capisco che cosa possa essere successo. So solo che quando ho incontrato Valerio oggi pomeriggio, in caserma aveva una parte del volto tumefatta e mi ha detto di essere stato aggredito anche lui da quei quattro, di aver ricevuto calci e pugno sul viso. Infatti era gonfio e livido su una parte della faccia. E’ provato e parla a fatica”. La morte del veterinario non fermerà il progetto di riapertura del nuovo maneggio. “Cercherò di rispettare i tempi che ci eravamo dati – conferma Nicola Pacetti – Certo sarà tutto più difficile ma conto di farcela”.

 

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