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L’ira di Andreucci negli sms
prima del delitto

L’autopsia: ucciso da un mancino

OMICIDIO PINCIAROLI - Il 23enne aveva scritto una serie di messaggi rabbiosi agli amici: "Lo ammazzo". Il legale dei famigliari: "Quadro indiziario granitico. Inspiegabile ciò che ha fatto". Il socio: "Olindo per lui era come un padre, questo rende tutto ancora più sconvolgente"
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Valerio Andreucci

di Gianluca Ginella

Delitto Pinciaroli, Valerio Andreucci aveva inviato una serie di messaggi ad alcuni conoscenti, peraltro pare senza ricevere risposta, in cui faceva riferimento a qualcuno, per gli investigatori al veterinario ucciso, che definiva «Ciccione di m…., bastardo» e diceva «adesso mi cambio e lo ammazzo», e un’altra frase come «vado ad ammazzarne uno». Questo tra le 4 e le 5 del mattino di domenica, durante la serata che il 23enne collaboratore del veterinario maceratese aveva trascorso a San Benedetto con degli amici. Serata durante la quale il giovane avrebbe anche consumato, per sua stessa ammissione, della cocaina. Su questo punto la procura ha disposto che vengano analizzati i campioni ematici prelevati domenica in ospedale al 23enne per accertare la presenza di stupefacenti e, nel caso, in quali quantità. Altro dettaglio che emerge dall’autopsia è il fatto che chi ha ucciso sarebbe un mancino. E Andreucci è mancino.

Olindo Pinciaroli

Intanto l’avvocato Alessandro Angelozzi sta organizzando la difesa del 23enne che si trova in carcere a Montacuto, ad Ancona, con l’accusa di omicidio. Il pm non contesta aggravanti. Il giovane, in base a quanto emerso ieri dall’autopsia avrebbe inflitto una quindicina di coltellate al veterinario. Fatale una alla schiena che gli ha perforato cuore e polmone. L’arma usata è un coltello da cucina lungo circa 30 centimetri. La moglie di Pinciaroli è assistita dall’avvocato Antonio Carano. «Mi sembra che la procura stia facendo una indagine molto attenta. Ho l’impressione che il quadro indiziario sia granitico».

I familiari di Pinciaroli «sono assolutamente attoniti e non si riescono a spiegare. Io Olindo lo conosco da 20 anni, era una persona di gran cuore, con un carattere aperto e generoso. È inspiegabile. Specialmente se venisse provato che c’era anche la premeditazione. Questa furia omicida ci ha lasciati tutti senza un perché» continua il legale. Sul rapporto che aveva il collaboratore con il veterinario, «quello che la moglie sa è che i rapporti non erano assolutamente tesi, al contrario – dice l’avvocato Carano –. Sapeva di un atteggiamento di grande affetto e generosità verso Andreucci. Quando andavano in giro ai concorsi ittici lo portava a pranzo e a cena. Un rapporto amicale, sereno. Almeno è quello che noi sappiamo». «Andreucci ha rovinato due famiglie, non ci sono parole per quello che ha fatto. Mi sono chiesto tanto perché abbia agito così. Li vedevo affiatati. Olindo era fiero di quel ragazzo. Valerio lo vedeva come se fosse il padre e per questo è ancora più sconvolgente» dice Nicola Pacetti, socio di Pinciaroli. Ieri durante l’interrogatorio di garanzia Andreucci ha detto di non ricordare cosa sia accaduto. Ha detto di aver visto un’auto bianca con le 4 frecce accese e poi di essersi risvegliato in un campo.

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