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Crescita lenta e occupazione in calo,
Schiavoni: “Innovare
per uscire dal pantano”

ANCONA - Al Marketplace day, l'hub di relazioni di Confindustria, in vetrina il meglio delle aziende locali per esplorare le nuove frontiere dell'imprenditoria. Presentato il Rapporto 2016 sull'industria marchigiana, che cresce poco mentre aumenta la disoccupazione. L'ad di Nbm-Ubi Banca, Pedroli alla platea di imprenditori: "Osate di più"
venerdì 26 Maggio 2017 - Ore 19:12
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I 500 desk per lo scambio di informazioni ed esperienze allestiti all’interno del Palaindoor per il Marketplace day e gli espositori alla fiera del business

La presentazione del Rapporto 2016 sull’imprenditoria marchigiana, il presidente di Confindustria Marche Bucciarelli, il presidente della Piccola industria di Confindustria, Baban, l’assessora regionale alle Attività produttive Bora

 

Il meglio dell’imprenditoria di Ancona in vetrina al Palaindoor. Non solo un modo per fare bella mostra di sé e farsi conoscere, ma soprattutto per concludere accordi, entrare in contatto con le altre realtà produttive, il mondo del credito e delle istituzioni, per acquisire competenze e scambiare esperienze. È il Marketplace day di Confindustria Ancona arrivato alla sua quarta edizione. Un vero e proprio hub di relazioni con l’obiettivo di traghettare il territorio verso le nuove frontiere dell’industria 4.0. Allestiti dunque 500 desk a disposizione dei partecipanti, le circa 300 aziende, per lo più del settore manifatturiero ma anche dei servizi decide a mettersi in gioco per crescere. «C’è il meglio della nostra imprenditoria riunita qui oggi – le parole del presidente degli Industriali di Ancona, Claudio Schiavoni -. Forte è la presenza di start up e innovazioni, ci sono brevetti meravigliosi, che sono il traino della industria 4.0, nei prodotti e nei metodi di produzione. Il difficile sta nell’introdurre le innovazioni delle start up nei processi e nelle imprese tradizionali. I due mondi si devono aiutare a vicenda per crescere entrambi».

Il presidente di Confindustria Ancona, Claudio Schiavoni

In questa sfida, però, le imprese «non devono essere lasciate sole – ha ripreso Schiavoni -. Alla politica e al credito chiediamo di stare vicini alle aziende, hanno bisogno di essere confortate. Soprattutto chi non riesce a fare investimenti per innovare, deve essere aiutato ad uscire dal pantano. Chi invece sta andando bene, è in grado di cogliere le occasioni dell’industria 4.0 e degli ammortamenti previsti dagli incentivi statali». Nel futuro prossimo delle imprese anche la riforma degli enti camerali e delle associazioni di categoria. Tema caldo nelle Marche dove si fatica a trovare un accordo tra i vari attori coinvolti. «Noi imprenditori abbiamo l’obbligo in questo momento di non creare sprechi e di non disperdere le risorse – ha affermato Schiavoni -. Ogni socio e ogni territorio è sovrano, Ancona e Pesaro stanno facendo un primo passo nella direzione della razionalizzazione».

IL RAPPORTO 2016 SULL’INDUSTRIA MARCHIGIANA

Ma qual è lo stato di salute dell’imprenditoria della regione? Il Marketplace day di quest’anno è stato anche l’occasione per fare il punto della situazione, con la presentazione del Rapporto 2016 del centro studi di Confindustria-NbM-Ubi sull’industria marchigiana. Industria manifatturiera che cresce, ma poco +0,6% (meno della media nazionale 1,2%) mentre la disoccupazione, in aumento, si attesa sul 10,6%, rispetto al 10% del 2015.  In calo in tutti i settori l’occupazione (ci sono 4.500 disoccupati in più), anche se le vendite sono aumentate dello 0,7%, con una crescita dell’1,1% sul mercato interno e l’export stazionario (+0,2%). A soffrire di più sono i settori del sistema moda, con flessioni della produzione del 2,3% per il tessile e abbigliamento e dell’1,2% per le calzature. Positivo invece l’andamento di legno e mobile (+3,9%), della meccanica (+2,2%), della gomma e plastica (+1,1%) e dell’alimentare (+0,7%). Frena la domanda internazionale, che nel 2016 non è stata il traino dell’economia regionale, come invece era stata negli ultimi anni. Le esportazioni delle Marche hanno registrato un incremento del 5,6% ma l’andamento è stato fortemente influenzato dalla performance del settore farmaceutico (+44%). Tra i paesi di destinazione dei prodotti marchigiani il Belgio, con il 10,5% del totale, cede il primo posto alla Germania (11,7%). Seguono Francia (l’8,9%) e Stati Uniti (6,3%).

Ma a preoccupare  è soprattutto la dinamica occupazionale, anche questa peggiore di quella nazionale. Stando al Rapporto, gli occupati sono diminuiti dello 0,8%, e il tasso di disoccupazione sale al 10,6%, dal 10% del 2015. Le imprese comunque hanno investito il 5,2% in più spinte dal miglioramento della domanda interna e dell’export. E per l’anno in corso gli imprenditori sono moderatamente ottimisti: prevedono un incremento della produzione del 2,7%.

A dialogare sui dai del report annuale, al Palaindoor, il presidente di Confindustria Marche, Bruno Bucciarelli, Marco Cucculelli dell’Università Politecnica delle Marche, l’assessora regionale alle Attività produttive, Manuela Bora, Alberto Baban, presidente della Piccola industria di Confindustria e l’ad di Nbm-Ubi Banca Alberto Pedroli. Ed in tema di occupazione non poteva mancare la domanda sugli esuberi stabiliti dal nuovo istituto di credito. «I numeri del personale sono quelli del piano industriale di Ubi – ha risposto Pedroli – ma la determinazione è fatta dalla concertazione e dalla negoziazione sindacale». A metà giugno partiranno le lettere per i sindacati nazionali sulle procedure per il taglio dei costi operativi nel perimetro delle tre good bank acquisite dal Gruppo Ubi. Rivolto alla platea di imprenditori il manager di Nbm ha esortato «ad osare di più. Questo è un territorio fatto di eccellenze di imprese e di prodotto, ma le aziende delle Marche dovrebbero managerializzare di più, andare verso il mondo, non solo per pensare alle operazioni in Italia».

I PROTOTIPI PRESENTATI DALLA POLITECNICA

In vetrina non solo gli imprenditori, ma anche l’Università Politecnica delle Marche ha messo in mostra i prototipi sviluppati nei propri laboratori, come droni Uav, dispositivi domotici, robot per applicazioni in ambito marino, applicazioni di realtà virtuale e sensori per la costruzione di reti per IoT (Internet of Things). Una carrellata di progetti dalla robotica alla biofisica, dalla meccanica all’elettronica. Affollata anche la sezione dedicata ad aziende start up o di spin off universtari, tra cui i progetti dell’Università di Camerino e degli incubatori di imprese The Hive e Jcube.

 

 

 

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