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Ultimo saluto a Pinciaroli:
“Sarai sempre il nostro veterinario”
Corteo con cavalli in centro (video)

MONTELUPONE - Oggi il funerale del 53enne ucciso a Osimo. Il ricordo una amica. Il parrocco: "E' sceso il buio su tutta la città"
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Il corteo per le vie di Montelupone

Olindo Pinciaroli

di Giovanni De Franceschi

(Foto e video di Lucrezia Benfatto)

Dodici cavalli ad aprire il corteo e una quadriga con il feretro. Tutt’intorno silenzio, solo il rumore di una lenta e triste cavalcata, baciata da un sole dal sapore amaro. Quel mondo che aveva tanto amato lo ha accompagnato anche nell’ultimo viaggio terreno, come a ricordare l’uomo, il professionista.  Oggi pomeriggio Montelupone si è fermata per l’addio a Olindo Pinciaroli, il veterinario 53enne ucciso a coltellate domenica scorsa a Osimo. Omicidio per cui è stato arrestato un suo collaboratore di 23 anni, Valerio Andreucci.

Il feretro trainato dalla quadriga

Troppo piccola l’abbazia di San Firmano per quanti non sono voluti mancare: parenti, amici, colleghi o semplici conoscenti. Tra le oltre 200 persone che hanno partecipato al funerale, molte hanno dovuto assistere alla messa dalla piazzetta antistante.  In prima fila sui banchi della chiesa, la moglie Patrizia Pasutto: occhiali a specchio per celare un dolore composto, riservato. Non una parola, non un lamento. Con lei le sorelle di Pinciaroli, Anna e Lina, e le rispettive famiglie. La figlia Agnese di quattro anni non c’era, fino a ieri ancora non sapeva cosa fosse successo al suo papà. “Un fatto che lascia sgomenti, immersi nel dolore – ha sottolineato don Gianfranco Ercoletti durante l’omelia, riferendosi ovviamente all’omicidio -. E’ come se si fosse fatto buio in tutta Montelupone. Mi ricordo ancora quando ci siamo preparati per battezzare Agnese, il suo fare sempre aperto, disponibile, cordiale. Qualunque fosse l’ora o il giorno lui era presente per chiunque lo chiamasse, era dedito al lavoro a tempo pieno. La sorella addirittura mi ha raccontato che arrivò tardi persino a una sua cerimonia dove doveva fare il testimone. Olindo non è morto, lo possiamo ritrovare in Dio: è questa l’unica parola che ci può consolare. Nessun omicida invece ha in sé la vita”.

Al centro (con la camicia bianca e gli occhiali) la moglie di Pinciaroli

Toccante la lettera di Laura Sisalli, amica di Pinciaroli, che aveva gestito con lui la parte dedicata ai cavalli della Raci. Tra l’altro proprio domani ci sarebbe dovuta essere la cena per festeggiare il successo della manifestazione. Ma il destino ha voluto ci fosse un altro epilogo. “Ciao Olindo, siamo tutti qua – il ricordo letto dalla donna – tutto il tuo meraviglioso mondo di cavalli, cavalieri e amazzoni è qui per salutarti e soprattutto per ringraziarti. Perché di grazie dobbiamo dirtene davvero tanti. Grazie per la tua completa disponibilità, per i tuoi preziosi consigli, per il tuo inesauribile entusiasmo e per la tua preziosa collaborazione nell’affrontare vecchi e nuovi progetti. Grazie Olindo per le risate che abbiamo fatto insieme, per tutti i bei momenti che ci hai regalato, per la tua simpatia, per la tua gioiosa voglia di vivere e per l’amicizia che ci ha legato in questi anni. Sei stato e rimarrai per sempre il nostro grande veterinario”. Un lungo applauso ha riempito le navate della chiesa, inevitabili le lacrime di quanti si sono riconosciuti in quelle parole. A partire da quelle della moglie. Il feretro sommerso da un tappeto di rose rosse è stato quindi accompagnato vicino porta Ulpiana, appena fuori le mura del centro. Da lì il suo mondo è partito in corteo per l’ultima cavalcata.

(Servizio aggiornato alle 19,15)

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