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La carica dei “codici bianchi”
al pronto soccorso
Il ticket da 25 euro non li ferma

ANCONA – Un paziente ogni dieci dovrebbe essere visitato solo dal medico di base e invece si rivolge all’ospedale regionale di Torrette. Sfidano anche 6 ore di attesa e il pagamento della visita. “E’ un disagio sia per la struttura, sia per il paziente. Meglio andare dal medico di famiglia” consiglia il primario Aldo Salvi
sabato 27 Mag 2017 - Ore 10:49
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Il pronto soccorso di Torrette, foto d’archivio

di Emanuele Garofalo

Arrivano anche nel pieno della notte, pensando di dover attendere di meno per il proprio turno, e non sono spaventati nemmeno dal ticket da 25 euro per la prestazione in ospedale. E’ il popolo dei cosiddetti “codici bianchi”: quasi 2mila pazienti che solo negli ultimi 6 mesi si sono rivolti al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette per malesseri banali, che avrebbero richiesto non più di una visita dal medico di famiglia. Un costo sia per i pazienti, che si ritrovano a pagare il ticket da 25 euro, sia per la struttura ospedaliera, che deve impiegare tempo e risorse per smaltire un 10% in più di lavoro. Questa infatti è la percentuale dei codici bianchi trattati da Torrette. Un paziente ogni dieci è classificato così. Qualche esempio? Piccole abrasioni, piccole contusioni, congiuntivite, tendinite, febbre bassa o non ancora in atto, verruche, dolori muscolari, punture di insetto, prurito senza lesioni, cisti. Questi i malanni che vengono lamentati di frequente come “codice bianco”, a fronte del 15% di traumi di media gravità (2.753 casi negli ultimi 6 mesi trattati dal pronto soccorso di Torrette), il 2,2% di codici rossi (394 casi) e dell’esercito di codici verdi (12.793 pazienti, il 71% dell’attività). Un 10% di lavoro extra che dovrebbe essere assorbito dai medici di base. Le persone non si fanno intimorire nemmeno dai tempi di attesa: essendo i pazienti meno gravi, sono gli ultimi ad essere visitati. Possono attendere anche un massimo di oltre 6 ore. Qualcuno si presenta anche all’alba o nel pieno della notte, pensando di dover aspettare di meno.

Il primario del pronto soccorso Aldo Salvi

“Non funziona così” spiega il primario del pronto soccorso Aldo Salvi. “Di notte le risorse sono inferiori, ma la quantità di casi gravi non dipende dall’orario: abbiamo due medici e sette infermieri in servizio, ma dovranno dare sempre la priorità ai codici più urgenti e i codici bianchi possono attendere tempi anche più lunghi della media” commenta Salvi. “Capisco i pazienti, si sentono più sicuri nel farsi visitare dal pronto soccorso. Ma l’ospedale regionale è una struttura ad alta tecnologia, rivolgersi al pronto soccorso per patologie di bassa gravità è un accesso improprio che diventa un disagio, sia per chi deve attendere lunghi periodi per la visita, sia per l’ospedale” aggiunge Salvi. “Il consiglio? Rivolgersi al medico di famiglia quando possibile. E se il medico di base è disponibile il giorno successivo, aspettare invece di venire in piena notte al pronto soccorso” risponde Salvi. Non scoraggia nemmeno il ticket da 25 euro. Le Marche sono tra le Regioni che hanno imposto il pagamento per l’accesso improprio al pronto soccorso. Solo dal codice verde, la prestazione del servizio sanitario è gratuita.

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