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Ancona calcio, anche Schiavoni
e Marconi si ritirano:
“Buona fortuna a Mondini”

CALCIO – “Non ci sono i tempi per onorare 112 anni di storia con un progetto serio”. Così anche gli imprenditori interessati a ripartire dall'Eccellenza bocciano la formazione di una nuova società calcistica dopo il crac dell'Ancona 1905. La fine del calcio che conta è ad un passo
giovedì 10 agosto 2017 - Ore 18:33
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Calcio anconetano sempre più solo, anche Schiavoni e Marconi si sfilano. Nel prossimo campionato, Ancona rischia seriamente di non schierare alcuna prima squadra con i colori biancorossi in nessuna serie professionistica, dopo 112 anni di storia. La fine della storia è ad un passo. Era già svanita l’iscrizione alla serie D da parte dell’Ancona 1905 dopo un lunghissimo tira e molla, che alla fine ha portato anche l’ultimo superstite della gestione dei tifosi di Sosteniamolancona, l’amministratore delegato David Miani, ad alzare bandiera bianca (leggi l’articolo) a causa dei debiti impossibili da ripianare. Oggi svanisce anche l’Eccellenza e l’idea di ripartire dal gradino più basso del calcio professionistico con una nuova SS Ancona messa in piedi dagli imprenditori Sergio Schiavoni e Stefano Marconi. Con una breve nota, anche l’uomo della provvidenza del calcio anconetano, quello che già era intervenuto per salvare il salvabile dopo Ermanno Pieroni, stavolta si ritira e dice basta, lasciando le ultime speranze ridotte al lumicino all’avvocato Lorenzo Mondini e Umberto Calaiò. “Dopo sei giorni di attente e approfondite valutazioni finalizzate a far ripartire il calcio di Ancona – si legge in una nota firmata dai due imprenditori e diramata nel tardo pomeriggio -, con una nuova società in grado di garantire progettualità duratura negli anni, gli imprenditori Sergio Schiavoni e Stefano Marconi, hanno di comune accordo deciso di non procedere alla costituzione di una società in grado di rappresentare Ancona nel calcio. La giornata odierna – prosegue la nota – è servita anche ad incontrare persone qualificate nel mondo del calcio come il direttore sportivo Domenico Sfrappa, gli allenatori Marco Lelli e Stefano Trillini ed anche da questi confronti è maturata la decisione di non procedere. La motivazione unica della scelta è rappresentata oggi dal non sufficiente tempo a disposizione che un progetto calcistico serio, per un capoluogo di regione con 112 anni di storia come Ancona, meriterebbe. Schiavoni e Marconi augurano di cuore le migliori fortune al progetto di rinascita del calcio anconetano, capitanato dall’avvocato Mondini, sperando che lo stesso possa garantire la continuità dei colori biancorossi nel calcio”

Ancona, così scompare il calcio professionistico

 

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