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Attentato di Barcellona:
lo credono morto
ma è un omonimo della vittima

OSIMO - L'analista forense osimano Luca Russo, consulente informatico di diverse Procure, ha ricevuto pensieri di affetto da magistrati, forze dell'ordine e conoscenti da tutta Italia. "Non sono io e non sono neppure a Barcellona - dice - Condoglianze alla famiglia del 25enne di Bassano del Grappa"
venerdì 18 Agosto 2017 - Ore 17:00
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L’analista forense Luca Russo

Il nome è lo stesso ma il destino scritto in quelle lettere è stato diverso. Luca Russo, l’analista forense di Osimo impegnato a decodificare per varie Procure italiane casi giudiziari difficili, si chiama proprio come una delle due vittime italiane nell’attentato di Balcellona, l’ingegnere 25enne di Bassano del Grappa che ieri ha trovato la morte sulla Rambla nella città catalana. Un’omonimia che ha tratto in inganno molti conoscenti in vari angoli d’Italia, creando una situazione imbarazzante e incresciosa. “Non appena è stato diffuso il suo nome, da stamattina mi stanno affettuosamente arrivando messaggi e chiamate per la morte del mio omonimo a Barcellona. Non sono io. Le mie più sentite condoglianze vanno alla famiglia di Luca Russo di Bassano del Grappa” racconta al telefono.

Lo hanno contattato in tanti per sincerarsi che fosse vivo e vegeto, anche magistrati, vertici delle forze dell’ordine, o semplici amici che mentre guidavano l’auto, ascoltando quel nome risuonare dagli altoparlanti della radio, hanno sentito raggelare il sangue nelle vene. “Mi hanno detto che allunga la vita. Certo, da vivo ho avuto modo di appurare le reazione di tante persone che mi hanno riservato un pensiero affettuoso, gli improperi invece non mi sono arrivati – scherza Luca Russo anche per sdrammatizzare ed esorcizzare i messaggi-gaffe – Mi sono arrivate non solo telefonate, ma messaggi sui social e sono stato costretto a rispondere subito per non  alimentre l’ansia di chi li aveva spediti. Per fortuna la mia famiglia sa che non mi trovo a Barcellona”. In queste settimane il consulente per i reati informatici è impegnato sul caso del bimbo morto subito dopo il parto a Fabriano (leggi l’articolo) e proprio stamattina, nonostante la pausa vacanziera, ha assunto l’incarico per chiarire i contorni ancora oscuri del suicidio del 29enne di Force avvenuto lo scorso 10 agosto nella città dell’Ascolano. Il prossimo 6 settembre svolgerà, inoltre, un nuovo sopralluogo per il ponte crollato in A 14 (leggi l’articolo)

 

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