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Migranti, blitz di Fn sull’altare
della chiesa: la condanna
di don Aldo

CAMERANO- Due giorni fa la fotocopia di un articolo di contestazione è stata attaccata con un adesivo di Forza Nuova all'interno dell'edificio di culto. Il parroco dell'Immacolata Concezione ieri durante l'omelia ha raccontato l'episodio ai fedeli, raccogliendo la solidarietà dei parrocchiani, della sindaca e dell'assessore
domenica 27 agosto 2017 - Ore 16:27
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Don Aldo Pierini sull’altare della chiesa della Immacolata Concezione di Camerano

Blitz di Forza Nuova nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Camerano. Un articolo fotocopiato di un quotidiano, con le dichiarazioni di protesta di un consigliere di minoranza sul caso dei 12 migranti attesi a Camerano, è stato attaccato due giorni fa sull’altare dell’edificio di culto con un adesivo del movimento di estrema destra. Un atto dimostrativo che tira in ballo nella vicenda politica il sacerdote, del tutto estraneo ai fatti perché il Comune di Camerano ha aderito al progetto Sprar, avulso dalla iniziative della Diocesi (leggi l’articolo). A rivelare l’accaduto ai fedeli, ieri durante l’omelia sull’altare, è stato proprio don Aldo Pieroni, che guida la comunità parrocchiale cameranese.

Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano

Nel cercare spiegazioni logiche, lo stesso parroco ha messo in correlazione la sortita all’organizzazione di un convegno della parrocchia che domani avrà come relatore un esponente della Comunità di Sant’Egidio, da sempre icona dell’accoglienza. Dopo l’esternazione ed il disappunto del religioso, si è sollevato il coro di condanna dei parrocchiani ed è stata espressa solidarietà della prima cittadina di Camerano. “In qualità di sindaco di questo paese denuncio pubblicamente il grave atto compiuto nei confronti del nostro parroco don Aldo Pieroni. – ha scritto la sindaca Annalisa Del Bello in un post su facebook – Gli atti intimidatori non fanno parte del nostro linguaggio. La nostra comunità è viva, partecipe ed accogliente. Non si mette a tacere la verità, né con un articolo ne’ con un adesivo! Si perde chi non sa dove andare. Noi la strada la conosciamo”.

Il gesto rivendicato da Fn è stato stigmatizzato anche dall’assessore Costantino Renato. “Il lasciare sull’altare un articolo di un noto consigliere comunale con un adesivo con un logo politico, per cercare di stigmatizzare l’evento di domani 28 agosto del prof. Morrozzo della Comunità di Sant’Egidio, non fa paura a nessuno e soprattutto ha sortito l’effetto opposto. – sottolinea l’assessore – Penso che non si possa puntare il dito contro i sindaci o i sacerdoti di Comuni piccoli come il nostro (piccole comunità a cui andrebbe fatto un plauso!), che devono “alzarsi le maniche” per “mettere una pezza” a politiche inefficaci, fallaci e squilibrate messe in campo dall’Unione Europea, Governo e Ministeri. Indipendentemente da come la si pensi, il Comune continuerà a svolgere il proprio dovere e, se chiamato, adempirà al proprio ruolo istituzionale senza farsi intimidire da falsi demagoghi”.

L’assessore Costantino Renato

I MIGRANTI IN ARRIVO NEI COMUNI DELLA PROVINCIA – Sono 28 su 45 i Comuni della provincia di Ancona pronti ad aprire le porte delle proprie città ai profughi dopo il confronto con la Prefettura (leggi l’articolo). Secondo il capitolato speciale del programma Spraar, Camerano potrà accogliere 12 richiedenti asilo (uomini soli), Osimo 40, Castelfidardo 20, Loreto 15, Offagna 6, Falconara Marittima 88 (uomini soli o famiglie), Camerata Picena 8, Agugliano 16, Polverigi 15, Monte San Vito 23, Montemarciano 33, Chiaravalle 49 (di cui 34 uomini soli e 15 posti per donne e minori). Ma è Ancona, il capoluogo di regione, la città più ospitale che ha già studiato soluzioni per l’integrazione di questi giovani fuggiti da guerre e carestie (leggi l’articolo). Nella Vallesina, Jesi guida la classifica dell’accoglienza con 55 posti per migranti, Monsano con 11, Santa Maria Nuova con 14, Castelbellino con 16, Montecarotto con 6, Monte Roberto con 10, Castelplanio con 12, Cupramontana con 16 (famiglie), Maiolati Spontini con 21, San Paolo di Jesi con 6.

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