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A 7 anni vive con la madre
in 12 metri quadri:
«La stanza è stretta, sognano una casa»

SENIGALLIA - La denuncia di Marcello Liverani (FdI-An) che invita le istituzioni a tendere una mano alla famiglia che vive in monolocale di una comunità di recupero. La donna ha superato i suoi problemi e vorrebbe riabbracciare il marito per iniziare una nuova vita a tre
giovedì 31 Agosto 2017 - Ore 15:46
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Il monolocale di 12 mq dove vivono la mamma ed il blmbo senigalliesi

Il bimbo di 7 anni costretto a disegnare su una sedia, seduto sul pavimento

Costretto a vivere a 7 anni, solo con sua madre, in una comunità, in un monolocale di 12 mq. Una stanza in miniatura dove il bambino, prossimo ad andare a scuola, è costretto a disegnare su una sedia utilizzata come scrivania, inginocchiato sul pavimento. La denuncia sul caso arriva da Marcello Liverani, coordinatore di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Senigallia. “Quando hai messo un letto e una cucina in 12 mq, – osserva Liverani- lo spazio che rimane e appena sufficiente per due paia di pantofole. Fratelli d’Italia aveva già scritto due volte su questa vicenda che racconta una storia non felice, ci risposero offesi e piccati perché a sentir loro erano 7 anni che ‘monitoravano’ la situazione. Su nostra richiesta specifica di elencarci cosa avrebbero fatto per aiutarli, nessuno rispose. Sicuramente anni fa aiutarono la madre inserendola in una comunità con il figlio per dei problemi che aveva avuto. Quando si hanno alcuni tipi di problematiche è normale che per un periodo si viene messi appunto in questi posti, ma fatto quello nulla più, madre e figlio sono cadute nel dimenticatoio”.

Il coordinatore di FdI-An ricorda che la mamma del bimbo si è già buttata alla spalle ogni ombra, almeno da un anno, “quindi se le venisse dato un alloggio popolare potrebbe lasciare la comunità e andarci con figlio e marito. E’ palese che il giudice che si occupa della questione, essendoci di mezzo un minore, non le consente di andare a vivere in tre persone in appena 12 mq, da qui la richiesta di una casa popolare al nostro Comune. Alloggio mai trovato e dato, forse perché questa famiglia non è extra comunitaria”. E’ risaputo che, non solo a Senigallia i criteri di assegnazione stabiliti dalle leggi regionali e i requisiti di punteggio definiti dai Comuni, spesso facilitano l’entrata ai primi posti delle graduatorie dei nuclei familiari stranieri. Il resto lo fa la carenza di disponibilità di unità abitative. Questo però è una storia particolare.

La donna ha già scritto al sindaco Mangialardi diverse volte esponendo la sua situazione e si è rivolta agli uffici competenti senza mai ottenere risposte. “Ora il bambino dovrebbe iniziare la scuola, ma senza una casa questo non accadrà. Continuerà a fare ‘entra-esci’ dalla comunità e a vivere in alcuni periodi in 12 mq – rimarca l’esponente di FdI-An -. Una situazione familiare che potrebbe tornare nella normalità se solo venisse trovato un alloggio degente per le tre persone. Ed è proprio da questa vergognosa assenza di umanità che abbiamo deciso di pubblicare una foto sicuramente non bella ma triste, ma che speriamo non faccia dormire tutte le persone che potrebbero fare qualche cosa, ma che invece nulla fanno”.

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