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Valentino Rossi a Torrette,
il primario Pascarella: «Sta bene,
ora almeno un mese di riposo»

ANCONA – Valentino Rossi: «Voglio tornare sulla mia moto il più presto possibile. Grazie ai medici». Il chirurgo che ha operato il campione: «Per stabilizzare la frattura abbiamo applicato un chiodo endomidollare. Non verrà tolto prima di un anno o un anno e mezzo e per farlo servirà un altro intervento chirurgico». Resterà alcuni giorni nell'ospedale del capoluogo prima della riabilitazione
venerdì 1 settembre 2017 - Ore 11:31
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L’arrivo di Valentino Rossi a Torrette attorno alla mezzanotte

Il bollettino medico di Valentino Rossi comunicato alle 11 dall’azienda ospedali riuniti di Torrette. A sinistra il primario Raffaele Pascarella, al centro il dg Michele Caporossi, a destra il direttore amministrativo Antonello Maraldo (foto Giusy Marinelli)

di Federica Serfilippi

«Valentino sta bene. L’intervento di questa notte è perfettamente riuscito e rimarrà in ospedale per tre o quattro giorni, poi le dimissioni. I tempi di recupero? Dipenderà molto da lui, ma di sicuro dovrà stare 30-40 giorni a riposo. Vuole tornare a correre il prima possibile». Così il dottor Raffaele Pascarella, direttore dell’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Torrette, sulle condizioni di Valentino Rossi, operato per ridurre la frattura rimediata in allenamento a tibia e perone della gamba destra. L’intervento è avvenuto tra le 2 e le 3 di notte, dopo aver eseguito i primi accertamenti (consulenza cardiologica ed esami clinici preoperatori) all’ospedale di Urbino, dove era stato portato in un primo momento. Da parte del campione, poche righe di comunicato ufficiale della Yamaha per annunciare che Valentino vuole tornare in pista. «Voglio tornare sulla mia moto il più presto possibile e farò del mio meglio perché ciò accada – si legge nella nota – Voglio ringraziare lo staff degli Ospedali Riuniti di Ancona, in particolare il professor Pascarella che mi ha operato». «Non ha voluto partecipare attivamente all’operazione – racconta Pascarella – per cui c’è stata prima un’anestesia spinale per addormentare gli arti inferiori, poi una sedazione per farlo rimanere tranquillo. Per stabilizzare la frattura, abbiamo applicato un chiodo endomidollare. Non verrà tolto prima di un anno o un anno e mezzo e per farlo servirà un altro intervento chirurgico». La stessa gamba era stata già vittima di un infortunio nel 2010, per cui era stato necessaria un’operazione gemella a quella avvenuta nella notte: «Erano già presenti una cicatrice e dei fori nell’osso che hanno reso più complesso l’intervento. Ma non è grave che sia capitato nella stessa gamba. Si tratta di due storie diverse, anche se è normale che dopo un infortunio possano esserci parti più deboli rispetto ad altre». Sui tempi di recupero: «Appena terminerà il riposo forzato, valuteremo insieme come procedere.

Raffaele Pascarella (foto Giusy Marinelli)

La riabilitazione non verrà fatta ad Ancona». Il primo faccia a faccia tra il campione di Tavullia e il primario è avvenuto poco prima di entrare in sala operatoria: «L’avevo solo visto in tv. Non mi è sembrato arrabbiato per quanto successo. Mi ha colpito soprattutto la sua tranquillità. Di umore sta molto bene. Possiamo dire che è quasi nuovo di zecca. Speriamo possa tornare a essere più forte di prima». È stato lo stesso Rossi a chiedere di essere operato dal team presieduto da Pascarella: «Sono stato contattato nel pomeriggio, voleva che fossi io ad intervenire. Pressioni per operare uno dei più grandi campioni del motosport? Qualche tensione in più, ma ho cercato di estraniarmi da questa cosa, altrimenti non si porta a casa il risultato». Sulla scelta di Rossi di orientarsi sull’ospedale dorico è intervenuto anche Michele Caporossi, direttore generale degli Ospedali Riuniti: «C’è stata un’enorme fiducia nel dottore Pascarella, un professionista che ci viene richiesto anche dagli ospedali delle grandi citta. Per noi, rappresenta un’eccellenza. La decisione di venire da noi è stata quella giusta. Quello di Valentino è un segnale di stima nei confronti della nostra struttura. Lo ringrazio per la fiducia e gli porgo gli auguri per il proseguo della sua brillante carriera a cui noi marchigiani guardiamo con grande attenzione». Un accenno alla sicurezza, massima attorno al reparto di Ortopedia che da ieri ospita il Dottore: «In nottata – conclude il dg – è stata attivato il servizio di vigilanza privata. In più abbiamo un filo diretto con la questura per problemi di presidio che potrebbero venirsi a creare in reparto». In ospedale sono arrivati già diversi supporters di Valentino, ma anche i carabinieri sorvegliano il reparto di ortopedia per evitare intrusioni.

Non sono stati citati dalla conferenza stampa, ma di certo il ringraziamento di Rossi per la buona riuscita dell’intervento è dovuto anche all’equipe della sala operatoria di Torrette, tra cui gli anestesisti Mauro Borioni e Ilaria Valentini e gli infermieri David Catalani, Paolo Duca, Moreno Marchetti, Fabrizio Torcianti e Giuseppe Savone.

(servizio aggiornato alle 13.51)

L’arrivo di Rossi a Torrette

Valentino Rossi operato nella notte all’ospedale di Torrette

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