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Sabato notte infernale:
pestato in spiaggia
gestore di stabilimento balneare

SENIGALLIA - Il 43enne di Trescatelli, titolare della licenza dei bagni 121, è stato svegliato dal vociare di 7-8 giovani che bivaccavano sulle sdraio del lido. Brandendo una mazza da baseball ha intimato loro di andarsene ma ha incassato calci e pugni. I carabinieri sulle tracce degli autori dell'aggressione
domenica 10 settembre 2017 - Ore 19:57
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foto d’archivio

Pestato sulla spiaggia da un gruppo di giovani che bivaccava a notte fonda sulle sdraio del suo stabilimento balneare. Stava riposando nel capanno del lido che gestisce, i bagni 121 di Senigallia, quando, stanotte verso l’una, è stato svegliato da un vociare che proveniva dall’arenile. A.A., 43enne di Trecastelli, si è fatto coraggio, si è armato di una mazza da baseball trovata tra gli attrezzi, ed è uscito all’esterno per intimare di andarsene a quei 7-8 giovani stravaccati sulle sdraio dello chalet. Ma la reazione dei ragazzi, tutti della zona, non è stata tranquilla. Dalle parole si è passati alle mani. E’ nata una colluttazione e ad avere la peggio è stato proprio il 43enne che nel brandire la mazza, forse è riuscito anche a colpire uno degli sconosciuti. Ma poi è stato pestato e a sua volta ha incassato calci , pugni e colpi con la mazza che gli hanno strappato di mano.

Il gruppo ha infatti accerchiato e poi aggredito l’uomo. Lui si è messo a gridare nel buio per chiedere aiuto e in suo soccorso sono arrivati due camerieri che stavano terminando il turno di lavoro in un vicino ristorante. I ragazzi forse alticci, si sono, allora, dileguati a bordo di due auto, due utilitarie, poco prima che sul posto confluisse il radiomobile dei carabinieri di Senigallia. I militari hanno richiesto anche l’intervento dell’ambulanza del 118 per trasportare il ferito. Il 43enne, però, ha rifiutato le cure mediche e di salire sull’ambulanza. Con un occhio nero e tumefatto solo stamattina si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia per essere sottoposto agli esami diagnostici.

E’ stato dimesso con una prognosi di 10 giorni, salvo complicazioni, per le escoriazioni, le contusioni e un leggero trauma cranico riportato nella scazzottata. Nel frattempo i carabinieri, coordinati dal maggiore Cleto Bucci, sulla scorta di diverse testimonianze hanno già individuato alcuni ragazzi che avrebbero partecipato all’aggressione, sebbene nell’area non siano accese telecamere pubbliche o private. La vittima per ora non ha sporto querela per le lesioni subite. Il reato di aggressione è perseguibile d’ufficio solo se le lesioni superano i 20 giorni o se c’è l’aggravante dei futili motivi (come in questo caso), ed è di competenza del giudice di pace.

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