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Ambientalisti contro la Regione:
«Animali stremati dal caldo, la caccia va rinviata»

AMBIENTE – Venti associazioni locali chiedono la sospensione del calendario venatorio dopo una stagione estiva eccezionalmente torrida. Domani in Consiglio regionale attivisti pronti alla protesta contro l'assessore regionale Pieroni
lunedì 11 settembre 2017 - Ore 17:57
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Gli ultimi giorni di pioggia non bastano per sanare una stagione estiva tra le più torride di sempre. Per gli ambientalisti, tra incendi e siccità, il patrimonio faunistico regionale è in grave pericolo. Per questo il cartello dell’alleanza delle associazioni ambientaliste che raccoglie oltre 20 sigle e comitati ha chiesto a più riprese alla Regione di posticipare l’apertura della stagione venatoria e di vietare la caccia di appostamento vicino ai corsi d’acqua. “Lo ha fatto anche il Lazio, ma l’assessore regionale Moreno Pieroni non ci ha voluto dare ascolto. Invece del rinvio, è stato dato un contentino: il divieto di caccia nelle ore più calde del giorno, ma i cacciatori sono in attività già dalle 5 di mattina. Una vera presa in giro” commenta Maria Aquila, referente per le istituzioni regionali della Lav. Animalisti e ambientalisti sono pronti domani nella seduta del Consiglio regionale a far sentire la loro voce, portando in aula la protesta contro l’apertura della stagione di caccia prevista il 17 settembre. “Pieroni ha preferito affidarsi ad un parere della polizia provinciale, che non è competente in materia e non è formata da veterinari. E’ un’offesa all’intelligenza delle persone e delle guardie ambientaliste” continua Aquila, rilanciando l’appello insieme ad altre 20 associazioni locali, tra cui Legambiente, Wwf, Guardie zoofile Lida, Slow food, Lupus in fabula, Lac e Oipa. Gli ambientalisti ricordano anche l’allarme lanciato a livello nazionale dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che in caso di gravi calamità chiede il posticipo o l’annullamento della stagione venatoria. Stessa posizione anche di Legambiente. “Invitiamo la Regione Marche a ridiscutere l’apertura della stagione venatoria su tutto il territorio e di attivare un’azione forte e capillare di contrasto al bracconaggio” dichiarano Francesca Pulcini e Leonello Negozi, rispettivamente Presidente e Responsabile caccia e pesca di Legambiente Marche. “Ricordiamo che l’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato. La fauna selvatica, infatti, non può essere considerata solo una risorsa produttiva, ma rappresenta un elemento essenziale per gli equilibri dell’ecosistema e deve essere tutelata nell’interesse dell’intera comunità”.

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