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Don Dino Cecconi nuovo parroco
del duomo di Osimo
Non lascia il porto di Ancona

L'INTERVISTA - Il passaggio del testimone con don Roberto Pavan che rimarrà comunque in città. Don Cecconi: "Il cambiamento non mi spaventa. Finché si ha il coraggio di cambiare significa che si è giovani"
martedì 12 Settembre 2017 - Ore 15:12
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Don Dino Cecconi, cappellano del porto di Ancona, nominato parroco del duomo di Osimo

 

Don Dino Cecconi nominato nuovo parroco di San Leopardo, duomo di Osimo, ma non lascerà il suo incarico di cappellano del porto di Ancona. Almeno per il momento. La nuova destinazione di don Cecconi, uno degli ultimi atti dell’arcivescovo Edoardo Menichelli. Sarà poi il suo successore, don Angelo Spina, che si insedierà ufficialmente nella diocesi Ancona-Osimo il 1° ottobre, a decidere se mantenere per don Cecconi entrambi gli incarichi. Don Dino Cecconi prende il posto di don Roberto Pavan, che resterà comunque ad Osimo.

Sessantaquattro anni, nato a San Sabino di Osimo, già parrocco di Posatora, cappellano del porto dorico, poliglotta, don Cecconi per 12 anni ha girato il mondo, viaggiando e prestando il suo servizio in Brasile, Canada, Stati Uniti. Non meno ha girato l’Italia come regista Rai delle messe della domenica in diretta su Raiuno. Il 24 settembre sarà nella cattedrale di Bari. «Mi spiace perché non potrò essere al saluto del cardinale Menichelli, un vescovo che credo resterà nel cuore di molti».

Come ha accolto la nuova nomina?

«Andiamo dove c’è bisogno e dove il vescovo, al quale abbiamo promesso obbedienza, ci chiede di andare. Il cambiamento non mi spaventa, anche perché noi siamo abituati a spostarci ogni otto, dieci anni, ma credo in generale che cambiare sia una ricchezza e non mi pento di aver cambiato nella mia vita molte situazioni. Ogni posto in cui sono stato mi ha lasciato nuove esperienze, nuovo conoscenze e nuove amicizie. E poi fin quando c’è il coraggio di cambiare signifca che ancora sei giovane, anche se, se non fossi stato un prete alla mia età sarei già in pensione. È come quando faccio la regia, non ho mai una scenografia stabilita, quando arrivo sul posto, lo osservo e decido come fare le riprese».

Lascerà il porto di Ancona?

«Per il momento manterrò tutti gli impegni diocesani in essere, tra i quali anche il settore familiare, almeno fino a quando non si insedierà il nuovo vescovo, poi sarò a sua disposizione e mi dirà se ritiene di organizzare diversamente la diocesi. Seguire il porto implica una serie di caratteristiche, a partire dalla conoscenza della lingue».

Quando si insedierà a San Leopardo?

«Ci vorrà qualche giorno per organizzare le cose, comunque ho chiesto a don Roberto di rimanere ad Osimo, sia per un senso di rispetto nei suoi confronti ed in generale per chi viene prima di noi sia per avere un aiuto. Ritengo, inoltre, che sia giusto che la vecchiaia la si passi in un luogo che si sente la proprio casa con le persone che ti stanno vicino».

(A. C.)

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