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Febbre chikungunya: un caso a Fabriano
Partono le disinfestazioni

FABRIANO – Un malato accertato, dalla notte di venerdì e per tre sere consecutive sarà effettuato il trattamento anti zanzare in un raggio di 200 metri dall'ospedale Profili per evitare la diffusione del virus
venerdì 15 Settembre 2017 - Ore 22:40
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Ospedale Profili di Fabriano, foto d’archivio

Febbre chikunguya trasmessa dalle zanzare, un caso di persona infetta è stato accertato a Fabriano. A confermare la notizia è stato il sindaco Gabriele Santarelli, annunciando tramite i social l’avvio della disinfestazione contro gli insetti attorno all’ospedale Profili per evitare la diffusione della malattia tra i pazienti del presidio sanitario. “Il paziente non è donatore di sangue e nel mese di agosto ha soggiornato ad Anzio – scrive Santarelli -. L’Istituto Zooprofilattico Umbria Marche si è subito attivato ed è stata effettuata la cattura delle zanzare adulte intorno alla sua abitazione e all’ospedale di Fabriano. Tale attività servirà per verificare l’efficacia della disinfestazione e per individuare eventuali infezioni delle zanzare, tipizzandone i virus. Verranno anche verificati i focolai larvali per eventuale successivo trattamento di disinfestazione. Ditte autorizzate dal Comune effettueranno la disinfestazione”. La disinfestazione partirà nella notte di venerdì 15 settembre dalle 2.30 alle 5, entro un raggio di 200 metri dall’ospedale Profili e per tre notti consecutive. Il Comune invita a ritirare gli animali domestici e le loro ciotole durante i trattamenti anti insetto, tenere le finestre chiuse e di lavare accuratamente eventuali ortaggi raccolti dopo le disinfestazioni. La chikungunya è una malattia virale che provoca febbre acuta e viene trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Dopo un periodo di incubazione dai 2 ai 12 giorni si manifestano improvvisamente febbre e dolori alle articolazioni tali da limitare i movimenti dei pazienti (da cui deriva il nome che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili, ma raramente provoca gravi sintomi. In pochi giorni l’epidemia scoppiata nel Lazio ed in particolare nel Comune di Anzio ha provocato 47 casi accertati e segnalazioni anche in altre città d’Italia come in provincia di Modena. Per evitare il diffondersi della malattia, la Asl 2 di Roma aveva deciso il blocco delle donazioni di sangue nella regione Lazio, causando un deficit di sangue per le operazioni chirurgiche.

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