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Lasciano il lavoro e si fanno frati
La storia di Luca e Daniele:
“Adesso siamo felici”

OSIMO - Grande festa , ieri, nella comunità dei Minori conventuali per la professione perpetua di Fra Luca Marcattili, 29 anni, di Porto Sant’Elpidio e Fra Daniele Giombini, 38 anni, di Pesaro celebrata nel santuario di Osimo nelle mani del ministro provinciale dell’ordine francescano, Fra Franco Buonamano. Il racconto della loro vocazione alla vita consacrata
domenica 17 settembre 2017 - Ore 19:32
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Osimo, l’urna che custodisce le spoglie mortali di San Giuseppe da Copertino

Il convento dei Minori conventuali di Osimo e la Basilica francescana di San Giuseppe Da Copertino

Nel settembre dedicato alle celebrazioni di San Giuseppe da Copertino, la comunità francescana dei Minori conventuali è in festa per la professione perpetua di Fra Luca Marcattili, 29 anni, di Porto Sant’Elpidio e Fra Daniele Giombini, 38 anni, di Pesaro celebrata nel santuario di Osimo nelle mani del ministro provinciale dell’ordine, Fra Franco Buonamano. Nel tardo pomeriggio di ieri nella basilica osimana che custodisce le spoglie mortali del santo francescano, i due giovani hanno accettato di consacrarsi al servizio di Dio con l’emissione definitiva dei voti di castità, povertà e obbedienza. Fra Luca e Fra Daniele hanno alle spalle storie di vita e contesti familiari diversi. Si sono posti, però, le stesse domande esistenziali nella ricerca della verità, e hanno intrapreso un identico cammino di fede. Hanno abbracciato l’esperienza spirituale ascoltando la loro vocazione alla vita consacrata, contro la volontà dei genitori che per loro avrebbero desiderato, almeno all’inizio, un altro futuro. E si sono interrogati, non senza paura, sulla necessità di rinunciare alle opportunità che il mondo d’oggi offre a tutti, soprattutto ai ragazzi. La svolta è arrivata un giorno di circa 10 anni fa, quando all’improvviso è affiorata dentro l’esigenza di cambiare radicalmente vita per dedicarsi agli altri. Una scelta coraggiosa, se la si proietta in una società prigioniera dell’individualismo, raccontata da loro, i protagonisti.

Fra Luca Marcattili

LA STORIA DI FRA LUCA MARCATTILI – Nel 2007 Luca non viveva una particolare situazione di sofferenza. Era una ragazzo come tanti che si era appena diplomato all’Itis nel corso di studi con indirizzo elettronico-telecomunicazioni e pensava come molti suoi coetanei a trovare lavoro. “Dopo il diploma ero stato assunto in diverse aziende del polo calzaturiero del Fermano – racconta- ma sempre con contratti a tempo determinato, a scadenza. L’incontro casuale con una comunità di un eremo francescano, ad Amandola, ha cambiato tutto. Ho parlato per la prima volta con padre Andrea Arvalli in quell’eremo e mi si è aperto un nuovo orizzonte davanti. Due anni dopo, sotto la sua guida, ho deciso di iniziare il periodo di discernimento”. La sua famiglia all’inizio ha fatto fatica ad accettare quella scelta. “Mio padre e mia madre pensavano ad altri progetti di vita per me – ricorda Fra Luca-  adesso però condividono la mia decisione vedendo la serenità, la maturità e la consapevolezza con la quale ho deciso di perseguirla fino in fondo”. Oggi aver vestito il saio, per lui non significa soltanto rispondere alla chiamata di Dio, donandogli la vita. “Significa in fondo donare la propria vita a tutti quegli uomini e donne di questo tempo che sono alla ricerca di un senso nella loro esistenza. – evidenzia- Il religioso, con il suo esempio, può mostrare loro che la giusta direzione si trova in Dio. Essere credenti, nella vita pratica, permette di cambiare atteggiamento, di cambiare la scala dei valori. I frati non sono psicoterapeuti, chiariamolo subito, ma il fronte spirituale non è sganciato dal quello della vita interiore di una persona. Stress, ansia, preoccupazioni, sensazione di vuoto esistenziale spesso sono le conseguenze di una vita senza punti di riferimento. Ecco quindi che il compito di una persona di fede è quello di far comprendere a chi lo ascolta l’importanza di dare il giusto valore alle relazioni con gli altri, di darsi delle priorità che, nella quotidianità, non possono essere riposte solo nel lavoro, per quanto esso sia importante”. Fra Luca ha scelto di portare fino in fondo la sua missione e si appresta a trasferirsi, a metà della prossima settimana, in una parrocchia di San Benedetto del Tronto dove si occuperà dei giovani. Qui si preparerà al diaconato e poi al sacerdozio ministeriale.

Fra Daniele Giombini

LA STORIA DI FRA DANIELE GIOMBINI – Dopo la maturità conseguita in un istituto per Ragionieri, Daniele, invece è riuscito ad essere assunto subito nello studio di un commercialista di Pesaro. “La mia vita era quasi perfetta: avevo un lavoro, amici, trovavo anche il tempo per svolgere volontariato in una onlus per l’accoglienza dei senza tetto. Dopo un periodo di distacco, a 18 anni mi ero riavvicinato anche alla parrocchia – rammenta – Insomma immaginavo di cominciare a mettere la testa a posto per formare una mia famiglia, per andare a vivere da solo, quando a settembre del 2008 tutte le mie certezze sono crollate”. L’Arcidiocesi di Pesaro aveva organizzato un settimana di missione popolare alla quale avevano preso parte sacerdoti, seminaristi, frati e suore. “Non volevo partecipare a quegli incontri ma mi hanno coinvolto e ascoltando quelle testimonianze di vita, si è insinuato dentro di me il pensiero che stavo buttando via la mia. All’inizio ho rifiutato questa idea, l’ho negata a me stesso. Ero spaventato, combattevo per avere delle risposte per capire cosa mi stava accadendo”.  Daniele si rivolge allora  a un sacerdote diocesano, don Marco Di Giorgio e nel frattempo comincia a seguire a Villa Fastiggi la catechesi francescana sui 10 comandamenti. “Ma è stato ad Assisi, dove stavo trascorrendo qualche giorno in solitaria, che ho capito che non dovevo temere di rimettere in discussione la mia vita. Ho ascoltato a San Damiano l’omelia di un frate e mi sono messo in gioco. I miei datori di lavoro mi hanno sostenuto nel momento del discernimento, mi hanno concesso un part time lavorativo permettendomi così di entrare in convento a Urbino. Nel 2010 è iniziato il postulato nella comunità conventuale di Osimo ed ho lasciato del tutto il lavoro. La famiglia non ha preso affatto a cuore leggero la mia decisione, soprattutto mia madre, contrariata e dispiaciuta. Solo con il trascorrere del tempo i miei hanno capito che la loro idea di convento si scontrava con quella che era nella realtà. E alla fine il mio cammino, è stato anche il loro”. Dal 2013 Fra Daniele vive ad Assisi per studiare Filosofia e Teologia. “Mi laureerò a giugno 2018 poi penserò al diaconato – dice- Oggi sono contento perché questa è la vita alla quale sono chiamato. Una vita dove c’è una promessa di felicità”.

(m.p.c.)

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