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Molestie sessuali alle studentesse,
il bidello rischia due anni e mezzo
di carcere

ANCONA – Il lavoratore dell'Istvas Vanvitelli Stracca Angelini è stato rinviato a giudizio per i baci e le carezze spinte a cui avrebbe sottoposto due ragazze under 16. L'uomo si è difeso dichiarando che i suoi atteggiamenti sono stati fraintesi dalle minorenni
giovedì 21 Settembre 2017 - Ore 16:29
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Il tribunale

di Federica Serfilippi

Baci e carezze hot alle studentesse: chiesti due anni e sei mesi di reclusione per il bidello 66enne dell’Istvas finito a giudizio con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Per la procura, è questa la pena che spetta all’uomo che per mesi, fino all’arresto avvenuto lo scorso marzo, avrebbe molestato tre studentesse, tra i 14 e 15 anni, all’interno di uno stanzino della scuola. Questa mattina, la difesa – rappresentata dall’avvocato Francesco Nucera – ha chiesto di procedere con il rito abbreviato. Durante l’udienza, si sono costituiti parte civile una presunta vittima del collaboratore scolastico e i suoi genitori, assistiti dai legali Cinzia Molinaro e Diego De Giacomi. Dopo la discussione, la richiesta del pm con la condanna a due anni e mezzo. La sentenza arriverà il prossimo 14 novembre. L’inchiesta, portata avanti sul campo dai carabinieri delle Brecce Bianche, era partita dopo una denuncia presentata da due studentesse che hanno preferito non costituirsi parte lesa al processo. Erano state loro a raccontare di quei momenti morbosi passati con il bidello, su cui pende ancora il divieto di avvicinamento alla scuola. Secondo l’accusa, le avrebbe avvicinate, accarezzate e, in determinati momenti, palpeggiate. Un comportamento a cui si sarebbero aggiunti complimenti e piccoli consigli su come vestirsi o truccarsi. Gli episodi delle presunte molestie sarebbero avvenuti in ascensore o all’interno di un ripostiglio. Proprio quei luoghi dove gli investigatori avevano piazzato le spycam per stanare il comportamento del 66enne, oggi presente in udienza. L’uomo si è sempre difeso sostenendo la propria estraneità dalle accuse. Non avrebbe cercato il contatto con le adolescenti per strappare baci o carezze, ma per dimostrare gentilezza e affetto. Atteggiamenti che, secondo il bidello, sarebbero stati del tutto fraintesi.

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