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«I diritti agli italiani,
altrimenti scoppia un casino»:
Minacciato il parroco di Varano

ANCONA - Don Fausto Guidi ha ricevuto una lettera lo scorso 11 settembre, firmata da alcuni gruppi di estrema destra. «Non mi faccio intimidire da queste sciocchezze» ha detto il prete che ha comunque voluto sporgere denuncia ai carabinieri
mercoledì 18 Ottobre 2017 - Ore 21:26
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Don Fausto Guidi

 

Don Fausto Guidi, parroco della chiesetta di Varano, minacciato dai gruppi di estrema destra. È stata una lettera lasciata nella cassetta della posta della struttura religiosa a portare al sacerdote un messaggio ben diretto: «I diritti agli italiani, altrimenti facciamo un casino». Questo il tenore del manoscritto trovato l’11 settembre, cioè una settimana dopo il rogo, quasi sicuramente di natura dolosa, che aveva investito i bordi del lenzuolino appoggiato sull’altare della chiesa. Non è escluso che i due fatti siano collegati e che la lettera possa essere una sorta di rivendicazione per le fiamme appiccate al paramento, anche se nelle frasi non c’è alcun riferimento all’episodio incendiario. Il giorno dopo aver ricevuto la missiva, don Fausto ha sporto subito denuncia ai carabinieri del Poggio. L’indagine è poi passata nella mani della Digos, la divisione della polizia che sta facendo luce anche sul rogo scoppiato martedì mattina alla chiesa del Sacramento di Ancona (leggi l’articolo). La lettera, firmata in fondo da due gruppi politici, è stata scritta a caratteri maiuscoli. «I diritti prima agli italiani. Sennò, scoppia un casino» sarebbe il senso della missiva. E poi, tra una frase e l’altra sarebbero stati inseriti offese e insulti al parroco. «Non ho dato alcun peso a quelle parole – afferma don Fausto – perchè per me sono stupidaggini. Gli immigrati, quando passano in chiesa, li accolgo, gli offro qualcosa come farebbe chiunque».  E ancora: «Certe cose succedono anche ad altri parroci». Il riferimento va a don Aldo Pierini della chiesa dell’Immacolata Concezione di Camerano che a fine agosto aveva trovato sull’altare un manifesto di protesta per l’arrivo di 12 migranti dopo l’adesione della città al progetto Sprar (leggi l’articolo).

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