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Tassa rifiuti, Mancinelli:
«Mai chiesto un euro più del dovuto,
fatte scelte di equità»

ANCONA – Non si arresta la polemica sul calcolo della Tari, il sindaco ribadisce: “Tassa legittima per il Comune di Ancona, chi non paga passa dalla parte del torto. Non presentate i ricorsi, sono una perdita di tempo: se il governo cambierà le regole, le applicheremo a tutti”. Conti alla mano, pagano circa 30 euro in più i 16mila anconetani con una pertinenza, garage o cantina
martedì 14 novembre 2017 - Ore 17:17
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Il sindaco Valeria Mancinelli è tornata oggi sulla questione tassa rifiuti

 

di Emanuele Garofalo

Tassa rifiuti sotto accusa, il Comune di Ancona ribadisce la sua posizione: la Tari del capoluogo è calcolata correttamente, è legittima e va pagata. Proprio giovedì scade il termine per pagare l’acconto, la seconda rata. Il sindaco Mancinelli invita a versare il dovuto ed evitare contenziosi, come i ricorsi sostenuti dalle associazioni dei consumatori. Se cambieranno le regole e la tassa dovrà essere calcolata diversamente, sarà il Comune a rimborsare i soldi pagati in eccedenza. Se qualcuno però finora ha pagato di più, qualcun altro ha pagato di meno. Il punto sta qui: il conto totale di 20,1 milioni di tassa rifiuti pagato dagli anconetani resta sempre lo stesso. “Il Comune non ha mai riscosso un euro in più di quanto dovuto, e cioè di quanto costa il servizio di igiene urbana” spiega il sindaco Mancinelli. Il costo totale della raccolta dei rifiuti va diviso tra imprese e famiglie. Le utenze delle famiglie sono circa 40mila: di queste, 16mila hanno pagato la famosa quota variabile della tassa moltiplicata per il numero delle loro proprietà immobiliari perché hanno una pertinenza, come un garage o una cantina. Il nodo è questo: il sottosegretario all’Economia Baretta ha sostenuto in Parlamento che le pertinenze dell’immobile principale non contano come immobili extra su cui pagare la tassa. Il Comune di Ancona invece li fa contare come immobile occupato da una persona e quindi finiscono nel moltiplicatore della quota variabile, facendo lievitare il conto.

Mancinelli con l’assessore alle finanze Fabio Fiorillo

Una scelta di buon senso e di equità, fatta anche da tante altre città di diverso colore politico, come Napoli, Genova, Milano, Cagliari. Chi ha di più, ci è sembrato giusto pagasse di più, anche se stiamo pagando di circa 15-30 euro in più” commenta Mancinelli. “Applicando il criterio Baretta, pagheranno perciò di più i 24mila utenti senza pertinenze” aggiunge il sindaco, ricordando in ogni caso come il regolamento dei tributi del Comune di Ancona sia stato approvato dall’Agenzia delle Entrate, che non ha trovato nulla da eccepire. Ecco allora qualche esempio snocciolato dal sindaco: una casa da 70 metri quadri occupata da due persone e con una pertinenza, oggi paga 29 euro in più rispetto all’applicazione del criterio Baretta. Ma lo stesso immobile, senza garage, oggi paga 16 euro in meno grazie al conto fatto dal Comune di Ancona. Ancora: casa di 120 metri quadri, con cinque persone, oggi paga 12 euro in meno rispetto alla stessa casa con un garage. Se passasse il criterio Baretta, pagherebbe 26 euro in più. In ogni caso, il sindaco chiede di tenere a freno ricorsi e richieste di rimborso. “Se il governo cambierà la legge, sarà il Comune ad applicare d’ufficio a tutti le detrazioni o le maggiorazioni decise, rimborsando, o viceversa chiedendo il dovuto. Presentarsi oggi agli sportelli di Anconaentrate o ai Caf per i rimborsi è solo una perdita di tempo” conclude Mancinelli. Stesso discorso per la scadenza di giovedì. “Ad oggi ad Ancona vige il regolamento attuale: chi non paga compie un atto illegittimo, si espone a sanzioni e morosità, passando dalla parte del torto. L’atteggiamento prudenziale è quello di essere in regola” aggiunge Mancinelli. Ma la vera partita dei rifiuti che si sta giocando in provincia è quella dell’azienda unica: la società provinciale dei rifiuti guidata dal consorzio formato da Multiservizi ed Ecofon, avrebbe dovuto partire dal primo gennaio 2018, ma dopo anni di rinvii slitterà ancora a causa dei due ricorsi al Tar presentati da Rieco e dalla Marche Multiservizi controllata da Hera. “Il percorso è reso più complesso dai ricorsi, ma è avviato con gli atti formali deliberati dai Comuni dell’Ata a luglio” spiega Mancinelli. “Solo con il nuovo gestore unico dei rifiuti possiamo pensare di contenere o diminuire i costi del servizio e quindi della tassa rifiuti pagata dai cittadini. Abbiamo calcolato un possibile risparmio del 10/15%”. Una percentuale che, se applicata al conto della Tari di 20 milioni del Comune di Ancona, significa oltre 2 milioni di euro in meno di tassa rifiuti da pagare per famiglie e imprese degli anconetani.

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