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Materiali scadenti e costi raddoppiati,
Tombolini: «Così è stato asfaltato il Viale»

ANCONA – Presentata la perizia affidata all'ingegnere Giuseppe Luccarini sulla manutenzione del Viale della Vittoria da parte della lista civica 60100. Il rischio è che la strada mostrerà i primi cedimenti nel breve periodo. “Oltre il 30% dei materiali ha dato risultati negativi alle prove, il Comune dovrebbe chiedere il rifacimento del lavoro a spese dell'impresa” commenta Tombolini. "E' mancata la trasparenza” rincara il consigliere Italo D'Angelo (La Tua Ancona)
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I lavori al Viale della Vittoria in una foto d’archivio

 

Materiali di minore qualità, costi raddoppiati, prove di carico negative, 6 mesi di tempo oltre i termini per finire i lavori e il rischio che nel breve periodo l’opera sia già da rifare. E’ questa la conclusione a cui arrivano i consiglieri delle liste civiche 60100 Stefano Tombolini e il gruppo La Tua Ancona guidato da Italo D’Angelo. Più di un semplice dubbio, perché Tombolini si è affidato all’ingegnere Giuseppe Luccarini per tentare un “contro collaudo” del Viale della Vittoria: basandosi sui documenti prodotti dall’impresa appaltatrice e dal Comune, l’ingegnere ha tratto il suo giudizio. E’ il risultato è una bocciatura. “Il Comune dovrebbe chiedere la rimozione dei materiali e il rifacimento del lavoro, a spese della ditta appaltatrice” commenta Tombolini. Dopo l’esposto all’Anac, alla procura e alla Guardia di Finanza, il capogruppo della civica 60100 consegnerà anche questa pesante, e dettagliata,

Al centro Stefano Tombolini, a destra l’ingegnere Giuseppe Luccarini, a sinistra Italo D’Angelo

relazione firmata da Luccarini agli uffici del Comune. Le criticità? Tante: su 45 materiali, 16 non sono risultati conformi con i valori del capitolato di gara, in particolare per l’alta percentuale di vuoti, la resistenza a compressione e la resistenza a trazione. Ancora: in alcuni punti dove l’asfalto doveva essere di uno spessore di 40 centimetri è stato ridotto a circa 10 centimetri. Il materiale imposto dal capitolato d’appalto è stato cambiato dal Comune in corso d’opera: da misto granulare calcareo a misto cementato riciclato, vale a dire che può essere stato utilizzato l’asfalto riciclato da altri cantieri. Nonostante la minore qualità del materiale, il prezzo è raddoppiato: l’appalto è passato da 522 mila euro a 920 mila euro. Dilatati anche i tempi: il lavoro doveva essere concluso a dicembre 2016, è stato consegnato a maggio 2017. Tutti difetti che incidoneranno di certo sulla duratura dell’asfalto. In più, l’opera non ha ancora ricevuto un collaudo a 6 mesi di distanza dalla conclusione, né è stato registrato agli atti del Comune un documento di regolare esecuzione. In mancanza del collaudo, al momento, il Comune non potrebbe nemmeno chiedere i danni all’azienda esecutrice. “Se è stato fatto così un lavoro programmato dal 2015, non oso immaginare cosa sia successo sulle asfaltature rapide di questi giorni – aggiunge Tombolini -. Spero che questa relazione spinga il Comune ad un modello diverso di gestione della cosa pubblica: se non si guadagna in efficienza i soldi di Longarini non basteranno per dare risposta a tutte le necessità di manutenzioni. Intanto godiamoci le lucette della ruota di piazza Cavour pagata da Prometeo-Estra, perché il prossimo anno ci saranno da trovare 2,5 milioni di euro per i rimborsi della Tari e vedremo come incideranno sul piano degli investimenti”. I risultati della perizia dell’ingegnere Luccarini sono stati appresi e commentati anche dai consiglieri comunali della lista civica La Tua Ancona, Italo D’Angelo, Bona Finocchi e Angelo Gramazio.

Italo D’Angelo

“Siamo consiglieri di garanzia, più che di opposizione: dobbiamo essere garanti degli impegni presi con i cittadini e che le cose siano fatte bene” aggiunge Italo D’Angelo. “La trasparenza va applicata in tutte le scelte e in tutti i procedimenti, oggi mettiamo a disposizione dell’amministrazione questo studio serio e approfondito perché verifichi come sono stati fatti questi lavori del viale” conclude D’Angelo.

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