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I magistrati dialogano con gli studenti
per ricordare Falcone e Borsellino

FABRIANO - Al Teatro Gentile l'incontro per ricordare i magistrati uccisi dalla mafia, organizzato dall'associazione Giuridica Fabrianese ‘Carlo Galli’. Nel pomeriggio all'Oratorio della carità l'incontro sui “Rapporti tra magistratura, avvocatura, politica e informazione”
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I relatori dell’incontro di oggi sul palco del teatro Gentile, con gli studenti delle Superiori di Fabriano

 

 

Falcone e Borsellino non sono morti invano, venticinque anni fa. Il loro è un esempio per tutti i magistrati. Si è tenuto oggi l’omaggio ai giudici siciliani vittime della mafia, in occasione del 25° anniversario delle stragi di Capaci e Via d’Amelio, nell’incontro su “Magistratura e Giustizia: il giudice nella società tra passato e presente”, organizzato dall’associazione Giuridica Fabrianese ‘Carlo Galli’, con il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense, dell’Ordine degli Avvocati di Ancona e del Comune di Fabriano. Stamattina dalle ore 10.30 hanno dialogato con gli studenti delle scuole secondarie superiori di Fabriano, sul palco del Teatro Gentile, importanti esponenti della Magistratura: Nicola Clivio del Csm, il primo presidente della Suprema Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini. I relatori hanno risposto alle domande degli studenti e commentato i testi Cose di Cosa Nostra di Marcelle Padovani e L’assedio di Giovanni Bianconi.

L’incontro è continuato nel pomeriggio nella Sala dell’Oratorio della Carità con una tavola rotonda, moderata dal giornalista Luca Pagliari, con il vice presidente Legnini, i componenti del Consiglio superiore della magistratura Luca Palamara, Nicola Clivio e Paola Balducci, e i consiglieri del Consiglio Nazionale Forense Arturo Pardi e Celestina Tinelli, con l’intervento del procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona Sergio Sottani.

Il rapporto della magistratura con l’informazione, la forza della mafia e il legame di questa con lo spaccio di droga e il terrorismo, i ruoli dei collaboratori di giustizia, delle donne e dei giovani per la sensibilizzazione sulla lotta alla mafia sono stati i principali argomenti di discussione. Tanta la curiosità e la preparazione dei ragazzi dei V anni delle superiori seduti sul palco accanto ai relatori, che, uno ad uno, sono andati al microfono per sottoporre i propri dubbi. Seduti nelle prime file della platea erano presenti esponenti delle forze dell’ordine locali, le autorità e gli amministratori che hanno sostenuto l’incontro di oggi.

(S.B.)

 

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