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«Addio Patrizia, eri la buona politica»
Senigallia rende l’ultimo saluto a Casagrande

LUTTO - Chiesa gremita e parata di rappresentanti della politica e delle istituzioni per ricordare l'ex presidente della Provincia, scomparsa martedì a 66 anni dopo aver lottato a lungo contro la malattia
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di Agnese Carnevali

(foto Giusy Marinelli)

Arrivano fino all’ingresso e su piazza della Vittoria le tante persone che oggi hanno riempito la grande chiesa – ma troppo piccola per tutti – di Santa Maria della Neve a Senigallia per dare l’ultimo saluto a Patrizia Casagrande, l’ultima presidente eletta della Provincia di Ancona e dell’Upi Marche, morta dopo una lunga malattia il 12 dicembre. Aveva 66 anni ed era nata a Senigallia, la città che stamattina si è stretta con affetto attorno ai suoi familiari. Le parole di don Paolo Gasperini che ha celebrato il funerale si diffondo anche all’esterno grazie a delle casse di fortuna posizionate sul portone della chiesa. Amicizia civica è la parola che risuona con più forza, «la parola che Patrizia, ha seminato più prepotentemente, la capacità di superare le contrapposizioni, di mettere insieme le risorse per un obiettivo più alto, quello del bene comune» ricorda don Gasperini nella sua omelia.

La chiesa gremita

Numerose le autorità politiche, militari e civili presenti alla messa, tra gli altri, il presidente dell”Assemblea legislativa delle Marche, Antonio Mastrovincenzo, l’ex presidente della Provincia di Ancona Enzo Giancarli, l’attuale presidente dell’ente Liana Serrani, il sindaco Maurizio Mangialardi. «Come il seme che non sopravvive a se stesso, ma genera la pianta ed i suoi frutti − ha continuato il sacerdote −, ciò  che Patrizia ha seminato darà i frutti, dentro ognuno di noi perché ci è ancora accanto per continuare a parlarci». Ad accompagnare la funzione religiosa, le musiche di Bach e Mozart suonate dal quintetto d’archi della Fondazione Orchestra Regionale delle Marche (Form) della quale Casagrande era presidente. Un lungo momento di silenzio, per mandare giù le lacrime e far uscire la voce, anticipa le parole del sindaco di Senigallia, Maurzio Mangialardi, amico prima ancora che collega di partito, «fratello» come lui stesso si è definito. «Ero quello che la faceva a volte arrabbiare e per il quale lei aveva sempre una parola saggia.

Con il sindaco Mangialardi, Fabrizio Volpini, Francesco Comi

Patrizia rappresentava la buona politica − ha proseguito −, quella politica vera fatta per amore della comunità. Patrizia aveva un alto senso delle istituzioni e del suo ruolo che ha sempre ricoperto con grande determinazione, grande piglio e grande disponibilità e passione, perché Patrizia era questo. L’abbiamo rispettata, le abbiamo voluto bene e il vuoto che lascia è difficile da recuperare. Noi ci proveremo». Prima delle lettere dei nipoti e del saluto del cardinale Edoardo Menichelli, anche le parole di Giancarlo Sagramola, che con Patrizia Casagrande ha condiviso 14 anni di amministrazione provinciale. «Patrizia ha creduto fortemente nella Provincia di Ancona ed in quello che la Provincia poteva dare e ha dato a questo territorio. Era la donna che portava la fascia con onore e la donna dei foulard, delle spille e delle giacche, perché teneva all’eleganza». Il nipote ha affidato i suoi pensieri ad una lettera. «Ricorderò sempre la bontà che mettevi in ogni tuo gesto nei miei confronti. Sono momenti difficili, ma voglio essere positivo. Tu ha sempre espresso il desiderio di vedermi realizzato ed è quello che cercherò di fare mentre tu ci guardi da lassù».

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