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La Finanza sequestra beni e soldi
per 700 mila euro: ci sono
anche Range Rover e Rolex, 4 indagati

ANCONA - Uno degli amministratori di un'azienda di moda di Jesi aveva truffato i suoi stessi soci vendendo a loro insaputa il marchio ad una società di San Marino, aiutato dalla convivente, da una collaboratrice e da un complice esterno alla società. Tutti sono accusati di appropriazione indebita, riciclaggio, auto-riciclaggio, intestazione fittizia di beni, falsità in atti. Il gip ha emesso l'ordinanza di sequestro per i beni dei 4 imputati
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Le Fiamme Gialle di Ancona hanno sequestrato conti correnti, disponibilità finanziarie, immobili ed autovetture per un valore complessivo pari a circa 700mila euro nei confronti di 4 soggetti. Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria, delegate dalla procuratrice Elisabetta Melotti della procura di Ancona, hanno preso avvio nel corso del 2016, a seguito della indebita vendita del marchio di un’azienda di Jesi nel campo della moda: la cessione era avvenuta da parte di uno dei soci e amministratori, che aveva agito all’insaputa degli altri soci, falsificando un verbale di assemblea, aiutato dalla convivente, da una collaboratrice e da un complice esterno alla società, che ha ricoperto un ruolo determinante. Le indagini hanno evidenziato che il marchio era stato ceduto nel mese di marzo 2015, a fronte di un corrispettivo pari a 700mila euro, ad una società con sede nella Repubblica di San Marino che, a sua volta, l’aveva venduto ad una compagine pugliese, la quale aveva affidato la titolarità dei diritti di licenza per lo sfruttamento del marchio ad un’altra persona giuridica, della stessa regione, a partire dalle successive collezioni stagionali. Attraverso capillari accertamenti, eseguiti anche mediante una rogatoria con la Repubblica di San Marino, sono stati ricostruiti tutti i flussi di denaro seguiti all’indebita cessione del marchio ed è stato localizzato l’istituto di credito dove era confluito il corrispettivo della vendita. Al termine delle attività, nei confronti degli indagati per appropriazione indebita, riciclaggio, auto-riciclaggio, intestazione fittizia di beni, falsità in atti, il gip presso il Tribunale di Ancona, in accoglimento della richiesta avanzata dal pm Melotti, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per 490mila euro, esteso anche a diverse società riconducibili ai soggetti coinvolti, utilizzate per riciclare il denaro illecito. Il provvedimento era stato preceduto dal sequestro di 210mila euro, quando gli indagati, subito dopo l’effettuazione di alcune perquisizioni, avevano tentato di prelevare la somma depositata presso gli istituti di credito, onde sottrarla alla misura restrittiva. In esecuzione del provvedimento cautelare emesso dal gip, sono stati sottoposti a sequestro beni e denaro fino all’ammontare del dispositivo, tra cui tre auto (una Range Rover Evoque, una Range Rover Sport ed una Mini Cooper), un orologio marchio Rolex, quota parte del valore di due appartamenti, somme di denaro giacenti su conti correnti bancari e postali nonché fondi di investimento nella disponibilità degli indagati. Il procedimento penale ora è in fase di udienza preliminare.

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