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Si trasferisce per sfuggire all’ex:
arrestato lo stalker di Facebook

ANCONA – Il 36enne ha rintracciato la sua vittima sui social e ha iniziato a molestarla con falsi profili. Nonostante fosse indagato, ha continuato la violenza psicologica sulla giovane donna. L'uomo è stato arrestato dalla polizia postale
sabato 6 Gennaio 2018 - Ore 11:38
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Centro operativo della polizia postale di Ancona

 

Anni di molestie e violenze psicologiche, nemmeno il trasferimento dalla Puglia alle Marche ha messo fine all’incubo di una vittima di atti persecutori. L’ex l’ha rintracciata via Facebook ed ha iniziato a tormentarla tramite i social. Un vero pericolo per la giovane donna, al punto che il gip del tribunale di Ancona, a seguito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore della procura di Ancona Ruggero Di Cuonzo, ha emesso un ordine di carcerazione per lo stalker. L’uomo, un 36enne residente in Puglia, è stato arrestato dalla polizia postale di Ancona per atti persecutori. La giovane vittima si era trasferita a lavorare nelle Marche ed aveva cambiato più volte i numeri di telefono, i luoghi di residenza e luoghi di lavoro nel tentativo di non farsi trovare dal suo ex. La giovane aveva sporto diverse querele a più riprese, nel 2015, poi più volte nel 2016 e nel 2017, preoccupata perché il suo persecutore riusciva a raggiungerla sui social, dove aveva creato diversi falsi profili con il suo nome e le sue immagini sottratte dal profilo originale. Su questi falsi profili, l’uomo pubblicava immagini intime, facendo credere che fossero scattate dalla ragazza, causandole ansia e disagio, anche a causa dei commenti offensivi e volgari che venivano pubblicati sulla finta pagina Facebook.

La dirigente della polizia postale di Ancona Cinzia Grucci

Non solo, lo stalker si “insinuava” tra le sue conoscenze e i suoi colleghi di lavoro, anche quelli che l’aggressore non doveva e non poteva conoscere, ed arrivava a lei ovunque andasse, piombando sul posto di lavoro ad infastidirla e a volerne compromettere l’immagine professionale, tanto da indurla a licenziarsi per il discredito che più volte le causava o tentava di causarle tra i colleghi e i datori di lavoro. La ragazza aveva perciò integrato la sua denuncia con nuovi fatti, preoccupata dall’atteggiamento sempre più invasivo del 36enne, al punto da dover essere seguita da un ausilio psicologico per riuscire a condurre un’esistenza normale. La scorsa estate l’autore, a conclusione delle indagini preliminari, è stato raggiunto da un avviso di garanzia, ma neppure il fatto di essere indagato in un procedimento penale ha fermato le sue violenze psicologiche. Proprio l’insistenza con cui ha reagito l’uomo alla notifica della conclusione delle indagini preliminari e al conseguente interrogatorio, continuando nella sua condotta criminale, hanno sottolineato la pericolosità sociale che ha fatto scattare l’arresto da parte della polizia postale.

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