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Riviera del Conero, Legambiente:
“Subito l’Area marina protetta
Oppure risorse dirottate altrove”

SIROLO - Anche l'associazione ambietalista entra nel dibattito sul divieto di pesca alle vongolare con il metodo delle turbosoffianti a ridosso della costa. "Da anni ci sono i finanziamenti per istituire in questa zona l’Amp. Se si continua a ostacolarne la realizzazione, è corretto liberare quei fondi per favorire la valorizzare del mare di altre regioni, ad esempio della Basilicata" sostengono Antonio Nicoletti e Francesca Pulcini
mercoledì 11 aprile 2018 - Ore 16:38
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Continua a far discutere l’ordinanza del sindaco di Sirolo sul divieto alle vongolare nella costa del Conero. Anche Legambiente entra nel dibattito per chiedere l’immediata istituzione dell’Area marina mrotetta. In alternativa l’associazione ambientalista suggerisce di dirottare altrove le risorse. “Per preservare il tratto di costa della Riviera del Conero, unico dal punto di vista ambientale, è ora più che mai necessario istituire l’Area Marina Protetta, strumento in grado di fornire prospettive serie di salvaguardia e valorizzazione ambientale, sociale ed economica – osservano Antonio Nicoletti e Francesca Pulcini, rispettivamente responsabile nazionale Aree Protette e biodiversità di Legambiente e presidente di Legambiente Marche – All’interno dell’Area Marina Protetta, che contemplerebbe al suo interno anche le aree marino-costiere della rete Natura 2000, infatti, sarebbe in vigore una normativa a tutela di  habitat e specie, e una regolamentazione e gestione delle attività di pesca più coerente con la tutela del patrimonio naturalistico del Conero. Per questa ragionechiediamo con forza ai comuni di avviare la realizzazione dell’Amp e alla Regione di sostenere e accelerare questa importante opportunità per le Marche”.

Francesca Pulcini (a destra)

Legambiente commentà così la decisione del sindaco di Sirolo, che si è detto contrario alla pesca delle vongole con il metodo delle turbosoffianti a ridosso della costa della Riviera del Conero durante la stagione estiva. “L’Amp rappresenta l’unica strada percorribile per una gestione razionale delle risorse naturali del nostro mare e per la tutela della biodiversità, ora a rischio a causa di modalità di pesca invasive – continuano Nicoletti e Pulcini – e rappresenterebbe un modello di gestione innovativo, in grado di tenere insieme terra e mare, e capace di guardare alle reali esigenze dell’ambiente e del territorio, dei cittadini e operatori locali turistici. Proprio a sostegno dell’Amp del Conero, inoltre, nel corso di questi anni sono stati realizzati studi scientifici, approfondimenti e incontri a tema, tappe di Goletta verde e numerosi appelli ai sindaci, e, da ultimo, lo scorso giugno a Sirolo è stato anche presentato ‘L’importanza di un’Area Marina Protetta del Conero – Verso Una Nuova Rete Ecologica Mediterranea’, il dossier realizzato da Legambiente con la collaborazione dell’Ente Parco del Conero. Le risorse economiche per l’istituzione dell’Amp della Riviera del Conero ci sono e, anche a causa della contrarietà delle Amministrazioni locali, purtroppo sono congelate da anni. – concludono Nicoletti e Pulcini – Riteniamo anche che, visto che ormai sono trascorsi troppi anni da quando sono state messe a disposizione le risorse economiche per istituire l’Area marina protetta, qualora si continuasse ad ostacolarne la realizzazione, sia corretto liberare queste risorse per favorire l’istituzione di altre aree marine protette, dando così l’opportunità ad amministratori lungimiranti di altre regioni di valorizzare il proprio mare. È il caso della Basilicata che chiede da anni l’istituzione dell’Area Marina Protetta della Costa di Maratea, e che non può raggiungere questo obiettivo per mancanza di risorse economiche. Quindi, se questa inerzia permane, chiederemo al Ministero di dirottare le risorse già destinate per il Conero ad altra Area marina protetta”.

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