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Soldi a strozzo a un imprenditore:
maxi condanna inflitta all’usuraio

ANCONA - Questa mattina, il collegio penale ha decretato una pena di sei anni e otto mesi di reclusione per un prestito di dieci mila euro elargito nel 2012 al titolare di una ditta poi andata in fallimento. Il pm aveva chiesto una condanna di nove anni
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Foto d’archivio

 

Sette mila euro di interessi a fronte di un prestito di dieci mila euro: condannato strozzino di 66anni. All’uomo, residente a Montemarciano, questa mattina è stata inflitta una pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione con la confisca dei soldi legati al profitto dell’attività di usuraio, commessa nel 2012 i danni di un imprenditore che aveva la sua azienda, ormai fallita, a Jesi. Il pm Rosario Lioniello aveva chiesto una condanna a 9 anni. Sicuro da parte della difesa, rappresentata dall’avvocato Silvia Pennucci, il ricorso in appello. Sull’imputato pendeva due accuse: usura ed estorsione perchè, stando alla procura, per richiedere con gli interessi la restituzione del prestito, avrebbe esercitato forti pressioni e minacce sull’imprenditore, attivo in campo agricolo. Il 66enne, però, è stato assolto da un altro capo d’imputazione che riguardava l’accusa di usura perpetrata ai danni del titolare di una ditta edile di Senigallia. Stando a quanto emerso dalle indagini, vittima e usuraio si erano conosciuti tramite un intermediario che, a volte, aiutava l’imprenditore nel suo lavoro. L’uomo pensava che un piccolo prestito lo avrebbe potuto aiutare a tirare un po’ il fiato con la sua azienda. All’imputato aveva chiesto un prestito di dieci mila euro. Per la restituzione, il 66enne aveva preteso sette mila euro solo di interessi oltre a un macchinario agricolo del valore di 25 mila euro come garanzia per il pagamento di quanto pattuito dall’imputato. Inoltre, per assicurarsi i soldi, l’uomo avrebbe minacciato l’imprenditore in più occasioni. Alla fine, la vittima aveva trovato il coraggio di sporgere denuncia alla Squadra mobile di Ancona. L’usuraio era stato arrestato nella sua abitazione nell’agosto 2012 e poi condotto a Montacuto. Attualmente è libero, senza alcuna misura cautelare. La vittima si era costituita parte civile tramite l’avvocato Cristian Palpacelli.

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