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Ostello prossimo alla riapertura,
gestione provvisoria affidata a privati

ANCONA - Questione di settimane per far riprendere l'attività alla struttura di via Lamaticci. È l'ultima promessa da assessore, comunque in odore di riconferma, di Paolo Manarini. Polemiche con la vecchia gestione
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L’ingresso dello’ostello della gioventù di via Lamaticci ad Ancona

 

di Giampaolo Milzi

Chiuso alla fine del 2017, prima per problemi di bilancio dell’associazione italiana Alberghi per la Gioventù ai quali si sono aggiunti i problemi di agibilità dell’edificio al 7 di via Lamaticci, l’Ostello della Gioventù di Ancona riaprirà a breve. Questione di settimane. È l’ultima promessa da assessore – in odore comunque di riconferma – di Paolo Manarini, titolare dei Lavori pubblici. L’impegno assunto alla vigilia del ballottaggio che domenica alle urne ha confermato la sindaca Valeria Mancinelli al secondo mandato. È un pezzo che i miei uffici stanno lavorando per risolvere il problema, tramite una concessione per la gestione a una ditta privata, poi partirà la gara d’appalto, quindi l’affidamento all’azienda vincitrice». Ottimista Manarini, sui tempi per centrare l’obiettivo, mentre si gode un paio di giorni di “vacanza” in attesa della composizione della nuova Giunta amministrativa. Un ottimismo che lo porta a smentire alcune voci pessimistiche sul caso.
Ma Facciamo un passo indietro. Perché l’Ostello della Gioventù è un fantasma da circa otto mesi? Perché l’Associazione italiana Alberghi per la Gioventù (Aig) – affiliata al marchio internazionale Hostelling International – ha prima sofferto per difficoltà nel rinnovo degli organi direttivi della sua sezione Marche, e poi è rimasta invischiata in una procedura fallimentare per cui si attendete l’eventuale pronuncia favorevole del giudice per un concordato preventivo. Da qui la chiusura definitiva dei battenti dell’Ostello in via Lamaticci più o meno nel novembre 2017. Tra l’altro la concessione all’Aig Italia è scaduta. Insomma, tutto da rifare.
Ma si poteva “rifare” ben prima dell’estate? Manarini: «Ci abbiamo provato, abbiamo seguito le vicende dell’Aig, speravamo in una soluzione nell’ambito proprio del circuito Hostelling International, avevamo avuto dei riscontri, ma non s’è trovata una via d‘uscita».
E pensare che con i suoi 56 posti letto, ottimamente localizzato per la fruibilità, a un tiro di schioppo dalla stazione ferroviaria, quasi sempre pieno, l’edificio d’accoglienza di via Lamaticci era considerato proprio dall’Aig una struttura strategica. Anche e soprattutto per la nostra regione. Dove sembra che gli ostelli siano stati colpiti da una sorta di maledizione. L’anno scorso la chiusura di quelli di Fabriano e Loreto, poi un paio di mesi fa la cessazione dell’attività dell’ultimo che aveva resistito, quello di Ascoli Piceno. E soprattutto per il capoluogo marchigiano, l’Ancona giovane e dalla mai partita vocazione turistica, la mancanza di uno stabile ricettivo confortevole ma a buon mercato è davvero una beffa. Una beffa che sfuma nel giallo, a sentire l’anconetano Lamberto Battucci, che assieme a Sergio Rigotti, Marco Martin e l’architetto Giulio Petti, anche loro anconetani, i quattro che per conto dell’Aig avevano di fatto gestito l’ostello fino a cinque anni fa, quando sui destini dell’immobile d’accoglienza si erano addensate le prime nubi. Legate a contrasti nel rinnovo degli organi direttivi dell’Aig, a Roma.
«Noi eravamo attestati su una linea diversa, e così abbiamo costituito un soggetto giuridico autonomo, l’Associazione italiana alberghi della gioventù/Comitato Marche, riconosciuta dalla Giunta regionale come associazione di promozione sociale ed iscritta nell’apposito elenco», spiega Battucci, che con Rigotti, Martin e Petti fa parte della giunta esecutiva della nuova associazione. Ma perché questa scelta? «Perché avevamo segnalato e continuavano a segnalare alcune necessità di manutenzione straordinaria dell’ostello, di competenza per contratto del Comune di Ancona: messa a norma per quanto riguarda caratteristiche tecniche antincendio, che riguardavano anche la caldaia, ripavimentazione della terrazza, eliminazione di infiltrazioni d’acqua in almeno tre stanze», spiega Battucci. Il quale si domanda provocatoriamente: «Come fa Manarini a ipotizzare un nuovo affidamento a privati se questi interventi di sicurezza il Comune non li ha fatti?» Opposta la versione di Manarini: «È tutto in regola, norme antincendio rispettate, i vigili del fuoco hanno ricevuto tutta la certificazione. Quanto alle infiltrazioni d’acqua, non ne ho mai saputo nulla. Un piccolo problema facilmente risolvibile in pochissimo tempo. Ciò non vuol dire che sono molto dispiaciuto. È assurdo che Ancona non abbia un ostello della gioventù. Non so se sarò confermato assessore, ma spero che chi prenderà da me il testimone della questione lo faccia seriamente. Abbiamo già sondato qualche ditta interessata per la riapertura, una in particolare, poi si vedrà». Tra le ditte sondate informalmente, non c’è il Comitato Marche dell’Aig di Battucci & C. Strano, vista la loro comprovata esperienza nel settore. Come mai? Battucci: «Abbiamo più volte manifestato con lettera raccomandata al Comune il nostro interesse, mai ricevuta risposta. Ora stiamo alla finestra». A quella finestra invece Battucci e soci non si sarebbero mai affacciati, secondo Manarini: «Mai ricevuto comunicazioni da loro, se è vero che sono interessati si facciano avanti». Per ora, un muro contro muro. Che non stempera però l’ottimismo di Manarini: «Ripeto, sono sicuro che gli uffici comunali tireranno diritti, penso che la procedura andrà avanti, almeno per una gestione provvisoria, in tempi rapidi».
Un’ultima affermazione, quella “sui tempi rapidi”, da prendere con le molle. Anche se tra gli interessati ad una soluzione rapida, c’è anche un altro assessore, Paolo Marasca, anch’egli in attesa di riconferma in Giunta per le deleghe di Cultura, Turismo e Politiche giovanili.
Al centro della riflessione sulla riapertura dell’ostello non solo la nuova gestione, ma anche una struttura più efficiente. Del resto era questa l’ipotesi sulla quale hanno detto di voler lavorare Manarini e Marasca: ammodernamento interno, e avvio di una nuovo modello di accoglienza turistica giovane e “low cost”, non più limitata al posto letto in camerate a prezzi economici, ma centrata sull’offerta di proposte ed attività culturali. Una formula che punti a fare degli ostelli della gioventù non dei dormitori, ma centri di aggregazione, incontro e scambio tra persone di tutto il mondo.

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