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«Hai tirato un pugno a mio figlio»,
ma era tutto falso: papà assolto
dopo 4 anni di processo

ANCONA - L'uomo, un 48enne, era finito alla sbarra con la duplice accusa di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia dopo la denuncia sporta dall'ex moglie che aveva visto tornare a casa il loro bimbo con un ferita al volto e il setto nasale storto. Una perizia ha stabilito che quella deviazione risaliva alla nascita. Nessun cazzotto
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Il tribunale di Ancona

 

Il figlioletto torna a casa con una ferita sul naso e la mamma sporge denuncia contro l’ex marito, nonchè padre del minore, facendolo finire sul banco degli imputati con la duplice accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Dopo quattro anni di processo e la sospensione della potestà genitoriale in via cautelativa, è finito ieri pomeriggio l’incubo giudiziario di un 48enne anconetano. L’uomo è stato assolto dal giudice Francesca De Palma dalle contestazioni che nel 2013 gli erano state mosse dall’ex coniuge, parte civile al processo. La donna sosteneva anni di soprusi pregressi sia nei suoi confronti sia verso i sui tre figli. A spingerla a rivolgersi agli inquirenti era stato vedere il figlio, che nel pomeriggio era stato con il padre, tornare a casa con una ferita sul naso. In quel contesto, la donna aveva notato un’irregolarità del setto nasale. Di qui, l’ipotesi che il minore (10 anni all’epoca dei fatti) potesse essere stato raggiunto da un pugno rivolto dal padre. Con la denuncia, al 48enne è stata anche sospesa la patria potestà dei suoi figli. Stessa cosa, nel corso del processo, è poi anche successa alla parte civile. A segnare un punto a favore della difesa, rappresentata dagli avvocati Paolo Sfrappini e Andrea Michetti, è stata la produzione di una radiografia eseguita sul setto nasale del minore in un periodo antecedente al presunto pugno subito. L’accertamento, approfondito tramite la perizia di  un fotografo antropometrico, ha mostrato l’esistenza di una deviazione ossea pregressa, attribuibile alla nascita e conforme alla stessa malformazione che aveva il nonno materno. Ora, con la vittoria in primo grado, il 48enne attende che il tribunale dei minori gli riconceda la potestà genitoriale. Non è escluso che possa denunciare l’ex moglie per calunnia.

 

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