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Clan dello spaccio in carcere,
il giudice: «Nemmeno gli arresti hanno fermato l’attività»

ANCONA - Il gip Marrone, nell'ordinanza di custodia cautelare che dispone il carcere per i componenti della famiglia Spinelli, definisce "frenetica" l'attività degli spacciatori, che non si sarebbe interrotta nemmeno quando alcuni componenti della banda sono finiti in manette. Domani gli interrogatori dei due albanesi, considerati dagli investigatori i rifornitori degli stupefacenti. Sabato toccherà a tre delle quattro rom arrestate e detenute a Pesaro
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I sigilli posti dagli investigatori della squadra mobile di Ancona al ristorante di Falconara Mari e Monti, ritenuto la base operativa del gruppo

 

“L’attività di spaccio del gruppo è continua, frenetica, non viene interrotta neanche nel caso di subiti controlli o arresti dei membri del gruppo e costituisce, evidentemente, la maggior fonte di reddito degli indagati”. Così il gip Antonella Marrone nell’ordinanza di custodia cautelare che ha messo sotto scacco parte dei componenti della famiglia rom Spinelli, considerati gli autori di un giro di spaccio ed estorsioni in tutta la provincia dorica. Il provvedimento ha colpito quattro donne (Sonia Spinelli, 51 anni, Patrizia Spinelli, Romina Buonora, Sonia Spinelli, 49 anni) e due uomini di origine albanese: Ylli Sullaku ed Ervis Gjyshi.  “Si tratta – afferma nel provvedimento il gip – di componenti del medesimo nucleo familiare (ad eccezione del Gjyshi), tutti dediti allo spaccio di cocaina e collaboranti in maniera stabile tra loro al fine di assicurare i necessari rifornimenti e, di volta in volta, superare gli ostacoli costituti in primis dai controlli di polizia”. “Ognuno di tali personaggi è l’anello di una catena di illecita fornitura, alimentata da legami parentali e prevalentemente dall’apporto della sostanza resa al nucleo dal Gjyshi”. La struttura logistica del gruppo era il ristorante Mari e Monti di proprietà di Giulia Spinelli senior. “La quantità e la qualità di cocaina smerciata – si legge nell’ordinanza di ben 120 pagine – dal gruppo, la vastità del giro di clienti, la disponibilità di un luogo aperto al pubblico quale il ristorante gestito dalla Spinelli Giulia quale punto di arrivo e partenza della droga, oltre alla quasi totalità di assenza di redditi leciti, rendono evidente il grado di serietà e capacità criminale del gruppo, oltre al pericolo che i soggetti, se lasciati in libertà, continuino nella commissione di fatti analoghi”. Dunque, la possibilità di recideva è stato uno degli aspetti che ha portato il giudice a firmare quanto chiesto dal pm Rosario Lioniello. Tra i clienti del gruppo c’erano anche minorenni, spesso agganciati con sistemi telematici quali whatsapp e telegram, capaci di pagare la cocaina 80 euro al grammo. Domani ci sarà l’interrogatorio in tribunale, ore 11, per i due albanesi. Sabato toccherà alla Buonora e alle due Spinelli Sonia. Lunedì, invece, si presenterà in tribunale Patrizia Spinelli. La donna, 31 anni e sposata con Sullaku, è agli arresti domiciliari perché mamma di un neonato.

Spaccio di droga ed estorsioni: in carcere banda di rom, sequestrato un ristorante (Video)

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