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Le ‘Pesche’ raccontate dai Borgacciari,
il Fai riscopre il quartiere
travolto dalla frana

ANCONA – Centinaia di anconetani hanno partecipato alla giornata del Fondo Ambientale Italiano, dedicata oggi alla storia spazzata via dalla Barducci nel 1982
domenica 14 Ottobre 2018 - Ore 17:38
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Primo Talevi racconta la storia della sua famiglia, nelle foto raccolte all’interno del ristorante “La Vecchia Pesca”

 

Le Pesche e il Borghetto rivivono nei racconti dei loro abitanti, successo di pubblico per questa giornata del Fai di autunno dedicata ad un patrimonio dimenticato della città di Ancona. Primo Talevi, Gino Bellabarba, Silvano Pelosi, padre del consigliere comunale Simone, e Luca Faccenda hanno raccontato ai gruppi di partecipanti all’evento promosso dal Fai, la storia del Borghetto, detto anche Borgaccio, il quartiere che si estendeva tra Torrette e Posatora, distrutto con la frana del 1982. Di quel passato sono rimaste le testimonianze delle ‘pesche’, le palafitte realizzate lungo il litorale nord di Ancona per pescare, l’unica risorsa negli anni ’30 e ’40 per gli abitanti del quartiere popolare. In particolare Primo Talevi, di fronte agli ingrandimenti di foto di famiglia esposti all’interno del ristorante La Vecchia Pesca, ha ricordato le gesta di suo padre, titolare insieme ai fratelli di una delle prime aziende di trasporti di Ancona. Con la Seconda Guerra Mondiale è iniziato il declino anche della ditta di famiglia. Due camion vennero requisiti dai nazifascisti in ritirata e finirono distrutti a Salo’, un terzo camion fini in un burrone a seguito di un incidente provocato dagli alleati. Oggi alcuni vecchi abitanti del Borghetto hanno costituito il gruppo Facebook ‘I borgacciari’ per tenere viva la memoria. Su richiesta del Fai, i “borgacciari” si sono prestati a fare da guida alle centinaia di persone che nel corso della giornata hanno voluto visitare le palafitte e cimentarsi nella pesca secondo le tecniche tradizionali.

(foto Giusy Marinelli)

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