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Parco del Conero in stallo:
i Comuni bloccano l’iter
per il rinnovo dei vertici

ANCONA – Il Cal ed i sindaci di Ancona, Camerano, Numana e Sirolo chiedono di essere riascoltati dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, nonostante la proposta di legge fosse ad un passo dal traguardo
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Una panoramica del Parco del Conero (foto d’archivio)

 

 

di Martina Marinangeli

L’Ente Parco del Conero è di nuovo in stallo. Ancora una volta il motivo del contendere è la composizione del nuovo vertice, ora che il commissariamento sta volgendo al termine. Ed ancora una volta è soprattutto il Comune di Ancona ad essersi messo di traverso. La Giunta regionale aveva avanzato, lo scorso agosto, una proposta di legge che ridefinisse la composizione del consiglio direttivo ed il documento era anche già stato licenziato dalla commissione Territorio Ambiente e Paesaggio del Consiglio Regionale con alcune modifiche. A quel punto, mancavano soltanto i pareri di Cal e Crel prima dell’approdo del testo in Aula per il voto dell’Assemblea legislativa, ma qualcosa si è inceppato. Cos’è successo? Il Consiglio delle Autonomie Locali e, soprattutto, i sindaci dei Comuni compresi nel perimetro del Parco – Ancona, Camerano, Numana e Sirolo – hanno di fatto bloccato l’iter e chiesto di essere ascoltati dalla commissione consiliare, invocando un maggior peso dei territori nel consiglio direttivo. L’audizione era prevista per mercoledì, ma è slittata alla prossima settimana perché concomitante con l’incontro dell’Anci nazionale a Rimini che annovera tra i partecipanti anche la sindaca dorica, Valeria Mancinelli, la prima ad aver puntato i piedi contro la decisione della Regione.

La proposta. La pdl messa sul tavolo dalla Giunta prevedeva un consiglio direttivo a otto (più il presidente), composto da un rappresentante della Regione, uno della provincia, uno per ognuno dei quattro Comuni, uno designato dalle associazioni di protezione ambientale e uno dalle associazioni agricole. Il testo era poi stato emendato dalla Commissione, che aveva esteso il direttivo a dieci membri, sostituendo la figura rappresentativa della provincia con un ulteriore componente nominato dalle associazioni ambientaliste e aggiungendo un rappresentante dell’Università Politecnica delle Marche e uno delle associazioni turistiche. Il Consiglio così composto avrebbe poi scelto un presidente, anche esterno, nominato in via definitiva dalla giunta regionale. Questa nuova composizione non sarebbe però piaciuta ai sindaci – in primis a Mancinelli – che hanno chiesto un altro incontro alla Commissione, insieme al Cal, per discuterne. Mossa che di fatto ha messo in stand by l’iter dei lavori: in altre situazioni, è capitato che una pdl arrivasse in Aula con il parere negativo di Cal o Crel, invece ora si è preferito optare per un passo indietro.

«I Comuni chiedono un maggior peso per garantire la gestione del territorio – spiega il presidente della Commissione consiliare competente, Andrea Biancani – e come commissione abbiamo accolto la loro proposta di un nuovo incontro. L’obiettivo è comunque quello di portare l’atto in Consiglio regionale per il voto entro novembre».

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