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Fondi per il piccolo Samuel:
Mariani scrive al giudice

OSIMO – Dopo la risposta del magistrato la consigliera di minoranza ha invitato il Comune a non trattenere più il denaro nelle casse dell’ente. Il sindaco Pugnaloni minaccia querele
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Raccolta fondi per il bimbo di Marina Serraiocco e Dino Di Michelangelo, scomparsi nella tragedia di Rigopiano: non si placano le polemiche fiorite attorno alla vicenda del versamento dei circa 130mila euro, raccolti da Osimo, città d’adozione della coppia per il piccolo e custoditi nel bilancio comunale. Poche settimane fa una donatrice aveva chiesto al Comune di Osimo la restituzione della sua erogazione liberale versata un anno e mezzo fa insieme a quelle di altri benefattori italiani. Le opposizioni erano tornare a sollecitare l’amministrazione comunale a consegnare il fondo al tutore legale provvisorio del piccolo. Il sindaco Simone Pugnaloni aveva ribadito la correttezza della procedura seguita dall’ente locale perché, per legge, la consegna deve avvenire previa autorizzazione del giudice tutelare del tribunale di Chieti.

LA CONSIGLIERA MARIANI: “IL COMUNE ORA PUO’ VERSARE” – Dopo la bagarre che ne è scaturita, la consigliera comunale Maria Grazia Mariani (Gruppo Misto), attraverso l’avvocato Paolo Mengoni, ha scritto la magistrato per capire se ci fossero limitazioni di qualsiasi natura al versamento del fondo. Il Giudice Tutelare, nel rispondere ha chiarito che “ad oggi nessuna somma è stata posta a liquidazione del minore e per esso al tutore provvisorio che è nella pienezza dei suoi poteri/doveri”. “L’ho fatto nell’esclusivo interesse del piccolo Samuel, ma anche per doveri istituzionali e civici, attraverso il legale che ha seguito il caso e che si era fatto promotore della raccolta, avv. Paolo Mengoni, che ringrazio” spiega la consigliera di minoranza temendo che altri donatori possano pretendere la restituzione delle somme con grave pregiudizio per il minore che in questo modo e senza sua colpa, vede diminuire la consistenza del contributo raccolto a suo favore. Altri donatori potrebbero chiedere la restituzione di quanto versato con il rischio concreto di vedere depauperata la somma raccolta con grave pregiudizio per il tutelato. Il Giudice ha sciolto ogni dubbio: il tutore c’è, ed ha pieni poteri. Il Sindaco non ha più motivo di trattenere quei soldi nelle casse comunali”.

IL SINDACO PUGNALONI: “ITER CORRETTO, DEVE AUTORIZZARE IL GIUDICE. PRESENTERO’ QUERELA” – Ricevuta la risposta del giudice, la consigliera, con lettera ieri ha chiesto poi al sindaco “di procedere in tempi brevi al trasferimento dei fondi” per evitare di dover “rispondere per l’indebita custodia di danaro destinato ad un minore”. Immediata la replica del sindaco di Osimo che minaccia querele. “Lunedì andrò a denunciarti per calunnia e diffamazione nei confronti dell’istituzione Comune di Osimo. Hai superato ogni limite” ha ribattuto Simone Pugnaloni nello scambio social di battute. Per dimostrare la correttezza dell’iter seguito, il primo cittadino di Osimo ha poi pubblicato una lettera del carteggio inviato a tutore e tribunale ribadendo che “l’accettazione della donazione deve essere effettuata solo dopo l’autorizzazione del giudice tutelare e deve essere richiesta dal tutore. Il tutore avvisato della questione non ha mai formulato questa istanza. Io sono orgoglioso di rispettare la legge e ribadisco che senza autorizzazione del giudice tutelare nessuno può accettare una donazione per conto di un minore. il 24 luglio 2017 abbiamo scritto questa lettera agli avvocati del tutore ai quali diciamo che previa autorizzazione del giudice tutelare non avremmo esitato neanche un attimo a versare. Non c’era bisogno ne’ della Mariani, ne’ dell’avvocato Mengoni”.

 

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