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Caccia, nuovo stop del Governo
alla legge regionale

NORME - Senza pace la disciplina regionale che regola l'attività venatoria nelle Marche. Dopo le bocciature di Tar e Consiglio di Stato e mentre le associazioni ambientaliste hanno annunciato un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo, dopo le ultime modifiche apportate dal Consiglio regionale, ora è Palazzo Chigi a fermare la legge
lunedì 24 Dicembre 2018 - Ore 09:50
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Un controllo sulla caccia (foto d’archivio)

 

Nuova batosta sulla legge regionale sulla caccia. La legge n. 44 del 2018 è stata impugnata dal Governo “in quanto una norma in materia di prelievo venatorio non rispetta i vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e invade la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Ne consegue la violazione dell’articolo 117, primo comma e secondo comma, lettera s), della Costituzione”. A darne notizia sono le associazioni ambientaliste Lac, Wwf, Enpa, Lipu e Lav, che hanno inviato al ministero dell’Ambiente un dettagliato esposto, motivando i possibili aspetti di conflitto istituzionale tra le competenze della Regione Marche e dello Stato.

Così, sottolineano le associazioni «dopo le sconfitte al Tar e al Consiglio di Stato l’ennesimo smacco per la Regione. Un atto che, preludendo gli esiti di altri ricorsi pendenti e di altre richieste di impugnativa al Governo, favorisce il ripristino della legalità e ricorda all’amministrazione regionale l’importanza di rispettare le leggi nazionali e la carta costituzionale».

Ad essere impugnata questa volta, in particolare, è stata la modifica introdotta dalla Regione Marche secondo cui l’annotazione dei capi abbattuti deve avvenire solo dopo l’accertamento dell’abbattimento. Una previsione che viola in modo chiaro la legge nazionale secondo cui il capo va annotato sul tesserino immediatamente dopo l’abbattimento.

«Quello raggiunto con l’impugnazione governativa è un risultato molto importante − afferma il delegato Lac Marche, Danilo Baldini, portavoce anche della altre associazioni −, sotto il profilo formale e sostanziale, cui hanno contribuito le associazioni ambientaliste Lac, Wwf, Enpa, Lipu e Lav. L’assessore alla Caccia, Moreno Pieroni, e i suoi supporter venatori sono stati dunque ancora una volta sconfitti, collezionando l’ennesima brutta figura istituzionale e dimostrando, se ancora qualcuno non se ne fosse accorto, la leggerezza amministrativa, il non rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e, purtroppo,  la sudditanza psicologica della Regione Marche nei confronti del mondo venatorio, specie quello più estremo. E non è finita qui, perché la giustizia amministrativa e la Corte Costituzionale cancelleranno presto altre norme illegittime e dannose per la fauna che la nostra amministrazione regionale ha emanato in spregio dell’ambiente e della fauna selvatica. La quale, è bene ricordarlo, non è proprietà dei cacciatori ma un patrimonio prezioso di tutti i cittadini».

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