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Parco del Conero, Verdi Marche:
«Direttivo a nove per superare lo stallo»

AMBIENTE – La Federazione si unisce al coro di voci che chiedono la fine del commissariamento e avanza una nuova proposta di riforma della governance dell'Ente per trovare una sintesi tra le posizioni di Regione, Comuni e associazioni ambientaliste, impegnate da mesi in un braccio di ferro sul tema
sabato 12 Gennaio 2019 - Ore 16:59
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Una panoramica del Parco del Conero (foto d’archivio)

 

La saga infinita sul parco del Conero si arricchisce di un ulteriore tassello.
Sulla conformazione del nuovo direttivo dell’Ente, arriva anche la proposta della Federazione dei Verdi delle Marche. Dopo quella di una governance a otto avanzata dalla giunta regionale, ed emendata dalla commissione Ambiente, che ha portato il numero dei membri a 10 – proposta fortemente osteggiata dai sindaci dei quattro Comuni ricadenti nell’area, ovvero, Ancona, Sirolo, Numana e Camerano, che temono di veder così ridimensionato il loro ruolo – i Verdi optano per il giusto mezzo, invocando un direttivo a nove che permetta di uscire dall’impasse in cui da mesi si trova la legge di riforma.
«È oramai del tutto giustificata la richiesta, da più parti sollevata, di porre fine al commissariamento del Parco del Conero – scrive la Federazione in una nota –: un commissariamento che si è reso necessario al fine di provvedere alla modifica della Legge Regionale per permettere la rappresentanza in seno al Consiglio direttivo dei sindaci dei comuni ricompresi nel territorio del Parco come dagli stessi richiesti». Secondo il gruppo, «l’attuale proposta di legge della Regione ha recepito tale istanza», ma ritiene anche necessario, «nello spirito della legge nazionale e regionale in materia di parchi e riserve naturali, che siano conservati nella composizione del nuovo Consiglio direttivo gli stessi equilibri sostanziali tra le diverse componenti, così come era nell’originaria composizione di tale organismo». La proposta avanzata dai Verdi, dunque, ritiene di poter trovare la giusta sintesi in una governance a nove, ovvero, un rappresentante della Regione, quattro componenti in rappresentanza dei Comuni facenti parte del Parco, due membri per le associazioni ambientaliste più rappresentative, un rappresentante delle organizzazioni professionali agricole ed uno dell’Università Politecnica delle Marche. Rispetto alla proposta votata all’unanimità dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, ma bloccata dal veto dei sindaci e del Cal, verrebbe meno il rappresentante degli operatori turistici.

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