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Calcioscommesse, ombre sulla partita
Ancona-Grosseto: indagini chiuse

INCHIESTA - Il match si era tenuto al Del Conero il 30 aprile 2010, quando i dorici erano in Serie B. Il risultato finale era stato 1-1. Stando alla procura, sarebbero stati pagati 30 mila euro per far terminare la gara con un pareggio. Sotto indagine cinque persone, tra calciatori e dirigenti
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Foto d’archivio

 

Trenta mila euro per far terminare Ancona-Grosseto con un pareggio. E’ questa l’accusa che ha spinto la procura a mettere sotto inchiesta cinque persone, tra calciatori e dirigenti, e far recapitare loro l’avviso di conclusione delle indagini. Si tratta di un iter investigativo che trae origine da uno dei filoni sul calcioscommesse aperti in origine dagli inquirenti di Cremona a partire dal 2011. In questo caso, si tratta di una presunta combine avvenuta per il match di Serie B del 30 aprile 2010. In campo c’erano l’Ancona e il Grosseto al Del Conero. La partita era finita 1-1. Al gol dei biancorossi nel primo tempo aveva risposto a quattro minuti dal termine la squadra toscana sul finire di un’azione confusa in aria di rigore. Secondo quanto ricostruito dal pm dorico Rosario Lioniello, che ha preso il fascicolo aperto da Cremona un paio di anni fa, a tavolino era stato proprio combinato un pareggio.  La gara sarebbe stata “pilotata” per un valore di 30 mila euro. Sarebbero stati due giocatori del Grosseto, presumibilmente – dice la procura – in combutta con l’allora dirigenza della squadra e con altre persone, a presentarsi la sera prima della partita a un calciatore dell’Ancona per offrirgli la possibilità di aggiustare la gara sotto pagamento. L’avviso di conclusione indagini è stata recapitata per il reato di concorso in frode sportiva. Riguarda tre ex giocatori del Grosseto, un ex dirigente e un ex giocatore (non ha militato né nell’Ancona né nella squadra toscana) il cui nome è più volte stato legato alla maxi inchiesta sul calcioscommesse. Ora, gli indagati potranno chiedere di essere sentiti dagli inquirenti oppure presentare una memoria difensiva. Il reato è comunque destinato ad arrivare presto in prescrizione.

(Fe. Ser.)

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