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Pistola in pugno e minacce al barista:
«Dammi i soldi»
Rapinatore condannato

ANCONA - Si tratta di un tunisino a cui è stata inflitta una pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione per aver tentato di rapinare un locale di via Marconi esibendo alla cassa un'arma, poi risultata essere finta. Oggi il giudice ha ritirato la misura cautelare dei domiciliari a cui l'uomo era sottoposto dallo scorso maggio
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Foto d’archivio

 

Era entrato in un bar di via Marconi con una pistola finta e aveva cercato di mettere le mani sulla cassa: condannato un tunisino di 51 anni residente a Senigallia. All’uomo, questa mattina, il collegio penale ha inflitto una pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione per il fatto contestato dalla procura e avvenuto tra la notte dell’11 e il 12 maggio 2018. All’epoca era stato arrestato dalla polizia dopo aver tentato la fuga dal locale. Non era andato molto lontano. Gli agenti lo avevano ritrovato nella sua auto parcheggiata in via Giordano Bruno. Dormiva e accanto a lui c’era ancora la pistola giocattolo con cui aveva cercato di rapinare il barista del locale dove si era recato completamente ubriaco. Oggi, il presidente del collegio ha anche disposto per il nordafricano la fine degli arresti domiciliari, regime a cui era sottoposto dal giorno dell’arresto. Per lui è entrato in vigore l’obbligo di presentazione in caserma due volte la settimana. Stando a quanto ricostruito, il 51enne era entrato al bar per chiedere un paio di birre. Al momento di pagare prima della consumazione, l’uomo aveva tirato fuori la pistola e minacciato la persona che si trovava in cassa: «Dammi i soldi» aveva detto. Non era riuscito a prendere nulla grazie all’intervento di alcuni avventori. L’imputato era stato costretto alla fuga a bordo della sua auto. Una volta trovato, era finito in manette.

(Fe. Ser.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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