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«Dammi i soldi o ti infilzo»,
rapinatore condannato

ANCONA - Vittima della rapina era stato un commerciante di un negozio di via XX settembre a cui un 50enne, appena uscito dai domiciliari, aveva puntato un cacciavite. Pretendeva la restituzione dei soldi di una ricarica telefonica mai avvenuta. Oggi il tribunale lo ha condannato a scontare due anni di reclusione
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Foto d’archivio

 

Era entrato in un negozio armato di un cacciavite per riavere indietro i 30 euro che aveva speso per una ricarica telefonica mai andata a buon fine: 50enne senigalliese condannato per rapina aggravata. All’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Diamantini, è stata inflitta una pena con il rito abbreviato di due anni di reclusione dal gup Francesca De Palma. Per il fatto, avvenuto il novembre scorso, era stato arrestato dagli agenti del Commissariato. Era da poco uscito dal regime dei domiciliari, misura attualmente in atto proprio a causa dell’ultimo guaio giudiziario del senigalliese, con alle spalle precedenti per droga. Stando a quanto emerso, il 50enne – una volta riavuta la libertà – si era presentato in negozio reclamando 30 euro. Secondo la versione dell’imputato, quei soldi erano stati versati settimane prima per una ricarica telefonica che non sarebbe mai arrivata sul suo cellulare. Di qui, la protesta per riavere il denaro. Eseguita attraverso le minacce di morte e un cacciavite: «Dammi i soldi o ti infilzo» aveva detto al negoziante. Il denaro era stato consegnato e poi c’era stata la fuga in bicicletta dell’imputato. Poco dopo la rapina, era stato fermato dagli agenti del Commissariato. In un primo momento era stato collocato nel carcere di Montacuto, poi ai domiciliari. La difesa ha annunciato l’appello.

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