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Ex birrificio Dreher,
partita la demolizione
in attesa della riqualifica

ANCONA – Il restyling dell'area, sfregiata ad anni di incuria, è legato a doppio filo alla stipula della nuova convenzione tra Comune e Presidenza del Consiglio sul Bando periferie, all'interno del quale è previsto il progetto di rendere la zona, una volta liberata dall'ingombrante presenza del fatiscente complesso edilizio in avanzato stato di degrado, un nuovo ingresso al parco della grande frana
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di Martina Marinangeli

(foto Giusy Marinelli)

Distruggere per ricostruire. Ma se sul primo fronte ci si è già messi in moto, per la seconda parte ci sarà da aspettare. Da qualche giorno sono iniziati i lavori di demolizione dell’ex birrificio Dreher, fatiscente complesso edilizio lungo la Flaminia, da tempo immemore vittima di degrado e preda del bivacco. Con determina dirigenziale dello scorso 31 ottobre, il cantiere è stato aggiudicato definitivamente alla ditta abruzzese Artedile di Tomei Piergiorgio S.r.l, per la quale è stata ieri determinata l’erogazione di un anticipo di circa 82mila euro sull’importo contrattuale che ammonta complessivamente a 372.387 euro. La genesi della demolizione dell’ex Dreher risale al lontano dicembre 2016 quando, con delibera di giunta, venne approvato il progetto definitivo di smantellamento del complesso edilizio. Poi, come spesso accade, tra gare, assegnazioni ed effettiva partenza dei cantieri, i tempi si dilatano a dismisura. Contestualmente, si sono intanto studiati i progetti di riqualifica dell’area e, con una delibera Cipe del 1 dicembre 2016 per il recupero dell’ex Dreher, veniva garantito un impegno economico di 850 mila euro da parte del ministero dell’Ambiente e della Regione (rispettivamente, 700 mila e 150 mila euro). L’intero piano di restyling è poi confluito nel progetto elaborato per l’ormai famoso Bando periferie – i cui fondi sono stati ripristinati nella legge di bilancio 2019, dopo la battuta d’arresto di agosto segnata dal decreto Milleproroghe – e che prevede la riqualificazione paesaggistico-ambientale del complesso industriale, da trasformare in nuovo ingresso al parco della grande frana per un investimento da 1,3 milioni di euro (938.985 euro del bando governativo e 361.015 dei fondi frana) e un tempo di esecuzione dei lavori stimato in poco meno di tre anni. Lo sblocco definitivo dei fondi del bando periferie resta però in attesa nuova convenzione tra Comune e Presidenza del Consiglio prevista nei prossimi mesi.

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