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Invalido non fatto scendere dal bus,
Papaveri: «Colpa dell’app,
valuteremo l’esposto»

IL CASO - L'applicazione di Conerobus "Soluzioni viaggio" indica un itinerario non preciso per quanto riguarda la fermata a Villa Igea, quella di interesse del signor Sabbatinelli che si è visto negare la discesa dall'autista del mezzo. Scuse reciproche tra il malcapitato: «Ho dato in escandescenze, ma sarebbe bastato che mi avessero spiegato il disguido invece che trattarmi come un'idiota», e l'azienda, che valuterà comunque la vicenda arrivata all'ufficio Reclami
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Il presidente Conerobus Muzio Papaveri (foto d’archivio)

 

di Giampaolo Milzi

Un’app telematica galeotta, in quanto “rea”di fornire indicazioni sballate sulle fermate dei percorsi dei bus. C’è già un’ammissione di colpa, senza se e senza ma, in relazione al caso del’invalido che ieri mattina (21 febbraio) non ha potuto scendere alla fermata di via Maggini vicino a Villa Igea e ha raccontato in un esposto a Conerobus un’odissea personale che, «pur colto da malore, mi ha visto trattato con arroganza e maleducazione dagli operatori dell’azienda, scaricato come un problema di cui disfarsi al più presto in uno stradone desolato alla Baraccola».
L’ammissione di colpa in realtà c’era stata già in tempi record, ieri sera, da parte di Muzio Papaveri, presidente dell’azienda per la mobilità pubblica di Ancona e Comuni limitrofi. Papaveri, letto l’esposto, aveva risposto via pec all’utente chiedendogli scusa e annunciando l’apertura di un procedimento interno per individuare i dipendenti coinvolti nella vicenda. Stamattina gli ulteriori chiarimenti a Cronache Ancona: «In effetti l’utente, il signor Marco Sabbatinelli, aveva consultato col cellulare la nostra app aziendale, che consiglia per chi vuole raggiungere dalla stazione FS la clinica Villa Igea di prendere la linea N, ma quella indicazione è errata». Errata perché in realtà l’itinerario della N prevede la fermata in via Maggini nei pressi della clinica Villa Igea solo al ritorno e non all’andata. Ergo, un’applicazione per telefonini e tablet da riconfigurare, quella “Soluzioni viaggio” che il signor Sabbatinelli – invalido al 100% in quanto operato per un duplice trapianto polmonare – aveva consultato prima di raggiungere da Palombina Nuova, dove risiede, la stazione centrale di Ancona in piazza Rosselli e poi proseguire per arrivare all’appuntamento che aveva alle 11 a Villa Igea per una visita oculistica. Accortosi che il bus non si era arrestato alla fermata di Villa Igea, aveva protestato nei confronti del conducente, che si era limitato a dirgli che lo avrebbe potuto far scendere alla piazzetta del Pinocchio o nei pressi di Angelini. Da qui la sua decisione di proseguire per rifare tutto il giro della linea N e ritentare di scendere presso la clinica e poi la seconda doccia fredda quando, mentre il mezzo procedeva verso la Baraccola, due controllori saliti a bordo l’hanno fatto scendere nei pressi dell’ex Genny.
Il giorno dopo, a mente fredda, Sabbatinelli, dopo aver ricevuto anche le scuse dell’azienda, ammette di avere effettivamente «dato in escandescenze prima inveendo contro l’autista, poi contro i controllori. Mi dispiace − aggiunge −. So che è gente che lavora sodo. Ma io ero vittima di un forte stato ansioso, in dispnea, in grave deficit respiratorio. Mi sarebbe bastata una gentile spiegazione, che gli operatori di Conerobus mi avessero aiutato in qualche modo. Invece mi sono sentito trattato come un idiota di cui disfarsi alla meglio, il più presto possibile. Comunque per me ora resta l’amarezza, ma il caso è chiuso»
Caso aperto invece per Conerobus. Il presidente Papaveri: «Rivedremo l’app aziendale. Per il resto, ribadite le scuse, sentiremo l’utente, l’autista e i controllori. Non voglio fare polemiche, sono dispiaciuto per quanto accaduto. Ma, presa in carico la segnalazione dall’ufficio Reclami, scatteranno le indagini interne dell’ufficio Esercizi per verificare anche i regolamenti e come è avvenuta la loro applicazione. Andremo fino in fondo come sempre facciamo, con trasparenza». Raccolte anche le dichiarazioni di eventuali testimoni, entro 30 giorni la decisione di eventuali provvedimenti disciplinari.

L’autista non lo fa scendere, ma la fermata è segnalata sull’app: odissea con malore sul bus per un invalido

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