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Droga e 500 clienti in più,
Donoma chiuso per 30 giorni

CIVITANOVA - Il provvedimento del questore Antonio Pignataro è stato notificato questa mattina: «Tuteliamo le nuove generazioni. Vogliamo evitare fatti come quelli di Corinaldo». Contestato anche l'accoltellamento del 24 marzo. Il prefetto Iolanda Rolli: «Nostro dovere è controllare e verificare il numero di presenze e l’eventuale spaccio di stupefacenti. Sono situazioni che superano il semplice svago e si trasformano in occasioni di pericolo»
giovedì 18 Aprile 2019 - Ore 14:23
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La notifica del provvedimento questa mattina

 

di Gianluca Ginella

Cinquecento persone in più alla discoteca Donoma per la serata dello scorso sabato e droga che veniva venduta da qualche cliente all’interno del locale, sulla pista principale. Questi due motivi che il questore di Macerata, Antonio Pignataro, cita nel suo provvedimento con cui ha disposto la sospensione per 30 giorni dell’attività della discoteca. Il prefetto Iolanda Rolli: «I gestori devono sapere che per noi l’asticella resta sempre al massimo e non c’è spazio per forme di illegalità».

«Vogliamo evitare tragedie come quella di Corinaldo e salvare qualche giovane vita. La questura mira a tutelare le nuove generazioni» ha commentato il questore Antonio Pignataro. Nel provvedimento del questore si parla degli accertamenti che sono stati svolti tra la notte di sabato e domenica. Controlli interforze: in azione polizia, carabinieri e guardia di finanza e i cani antidroga, che hanno portato alla denuncia di un giovane, trovato con 2 grammi di cocaina e alla segnalazione alla prefettura di altri sei perché trovati in possesso di stupefacenti (5 avevano cocaina, uno marijuana). Altra droga è stata trovata a terra davanti al locale, gettata da chi voleva evitare i controlli. Nel provvedimento, che è stato notificato questa mattina si citano i controlli svolti dalle 23 di sabato notte fino alle prime ore di domenica. All’interno del locale, dice la questura, c’erano «almeno 1.400 persone» mentre la capienza massima era di 900. Si cita anche il fatto che del numero di persone superiore al consentito se ne sia parlato il giorno dopo anche sui social network. Si parla poi della droga che «alcuni hanno comprato nel locale, sulla pista da ballo». Si citano gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro che hanno accertato «l’uso di manodopera irregolare». E ancora un verbale della Guardia di finanza che ha sequestrato 37 cd musicali e una pennetta usb che conteneva 32 brani. Altro discorso poi quello dell’accoltellamento di cui è stato vittima, il 24 marzo, un buttafuori del Donoma. Il dipendente era stato ferito dopo che nel locale era nato un diverbio.

Il questore Antonio Pignataro con il prefetto Iolanda Rolli (Foto di Fabio Falcioni)

Un 28enne era stato portato fuori e lì se l’era presa con il buttafuori, di guardia sul retro della discoteca. Più tardi era tornato e l’aveva accoltellato. Per questo episodio, tra l’altro, domani ci sarà il processo per direttissima in tribunale. Il questore ha disposto la sospensione della licenza per 30 giorni. «Dopo i fatti di Corinaldo siamo stati invitati a studiare maggiori controlli interforze per i locali. Sono argomenti difficili e complessi che toccano soprattutto i nostri ragazzi – ha detto il prefetto Iolanda Rolli –. Nostro dovere è controllare e verificare il numero di presenze e l’eventuale spaccio di stupefacenti. Sono situazioni che superano il semplice svago e si trasformano in occasioni di pericolo. I controlli proseguiranno. La costa si animerà ancora di più in vista dell’estate ed è importante che i gestori sappiano che per noi l’asticella è sempre al massimo. Non c’è spazio per forme di illegalità». Il questore ha sottolineato l’obiettivo di tutelare «le nuove generazioni. Siamo convinti di farlo. Sia per le discoteche ma anche per le sale slot. Quando un questore firma un provvedimento di sospensione pensa che ci sono persone che lavorano e che restano senza lavoro per 30 giorni. Poi però penso alle famiglie che hanno avuto i figli morti, come a Corinaldo. Tra persone che possono perdere lavoro un mese e salvare vite umane preferisco la seconda e mi espongo in prima persona».

 

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