facebook rss

Madonnina del Pescatore,
Cedroni spegne 35 candeline

SENIGALLIA - Domani compleanno per il ristorante due stelle Michelin, lo chef: «Mi sento comunque giovanissimo, la Madonnina è il prodotto delle avventure vissute, dei viaggi fatti, dei successi, delle crisi e del confronto con altre culture e con le altre arti»
martedì 23 Aprile 2019 - Ore 12:00
Print Friendly, PDF & Email

La Madonnina del Pescatore

 

Estro, creatività, curiosità, sperimentazione. Trentacinque anni di storia e storie, di duro lavoro, ma anche di genialità, esperienze nuove, viaggi che vanno dalla tradizione all’inesplorato da raccontare. C’è questo e molto altro racchiuso nel mondo dello chef Moreno Cedroni, il patron de La Madonnina del Pescatore. Trentacinque le candeline che saranno soffiate domani dalla Madonnina del Pescatore, ristorante 2 stelle Michelin di Senigallia.

Moreno Cedroni

Era il 24 aprile del 1984 quando un giovane Moreno Cedroni aprì le porte al suo destino. Riconosciuto vero e proprio spirito avanguardista nella cucina italiana, Cedroni ha collezionato negli anni successi e riconoscimenti di grande prestigio. Primi tra tutti, le due stelle Michelin di cui è stata insignita la Madonnina del Pescatore, nel 1996 e nel 2006 e il riconoscimento illustre del Wall Street Journal che ha inserito la Madonnina tra i primi 10 ristoranti di pesce d’Europa nel 2011. Definito dagli esperti Michelin un genio ben lontano dall’esaurirsi, nei suoi 35 anni di attività alla Madonnina, Cedroni ha sempre condotto la sua cucina, appassionata, innovativa, dirompente, con umiltà e rigore, punti cardine nella sua carriera. La Madonnina è quel luogo magico dove la fantasia si abbina sapientemente con le materie prime regalando piatti armoniosi. Esigente la cucina, moderno il laboratorio, La Madonnina è un intreccio di tradizione e innovazione che riflette l’essenza dello chef. Traguardo importante, quello di quest’anno, la fa riscoprire straordinariamente dinamica, vitale, capace di sorprendere ancora, ogni volta, con i suoi sapori e la sua atmosfera inconfondibile. Al fianco di Cedroni, l’executive chef Luca Abbadir, responsabile anche della ricerca e sviluppo del laboratorio “The Tunnel”, un vero e proprio punto di riferimento a La Madonnina del Pescatore. Fondamentale, risulta infatti, il confronto continuo, costante e creativo in cucina. Restaurant manager del ristorante, Mariella Organi avrà cura di far vivere al meglio l’esperienza del ristorante a tutti gli ospiti. Accanto alla Madonnina continuano a fiorire e ad impreziosire il territorio marchigiano, le altre attività dello chef Cedroni, prime tra tutte Il Clandestino (2000), Anikò (2003) e l’Officina (2003) Attività diverse, ma tutte dinamiche e piene di vita, non ultima il laboratorio di ricerca e sviluppo “The Tunnel” che permette allo chef e a tutto lo staff di fruire di tecnologie a servizio della consistenza e del gusto.

La costoletta di Rombo

«Mi sento giovanissimo nonostante i 35 anni di attività – afferma Cedroni – la Madonnina è il prodotto delle avventure vissute, dei viaggi fatti, dei successi, delle crisi e del confronto con altre culture e con le altre arti». Le sue creazioni nascono spesso da intuizioni di innovazioni formali o da barlumi geniali ispirati da accostamenti insoliti fra ingredienti. Una serie di tentativi e di sperimentazioni anticipano il prodotto finito: un piatto sempre sorprendente, apice del totale appagamento dei palati. «Il piatto che meglio racconta la Madonnina del Pescatore? La costoletta di Rombo». Articolata ma estremamente armonica, la portata è strutturata in sezioni rappresentate da ingredienti diversi che subiscono ognuno una propria preparazione e cottura e si stagliano contribuendo ad un gioco di contrasti nei gusti e nella consistenza. La costoletta dorata primeggia sugli altri elementi godendo di una collocazione in alto, al di sopra di un letto di erbe di campo strascinate. Al di sopra del rombo, il pezzetto di pelle e il manico della costoletta ricoperto con un po’ di carta stagnola, dall’analogo colore argentato a creare un contrasto cromatico fra gli elementi in alto dalle tonalità brillanti e l’ingrediente in basso dal colore opaco. Sempre in basso, ma perifericamente, la trippa di coda di rospo, elemento di contorno dalle tonalità più vivaci grazie al rosso intenso dei pomodorini. In 35 anni, Cedroni non ha mai cambiato idea: «Il piatto più sconvolgente ed emozionante del mondo è quello dove tutti i quattro elementi gustativi sono presenti e bilanciati allo stesso tempo, cosicché tutte le papille gustative siano eccitate». E il suo rombo non può che esserne grande esempio.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X