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Sergio Isidori: mistero lungo 40 anni

LA RICOSTRUZIONE - Il bambino maceratese è scomparso nel 1979 a Villa Potenza. Tante le piste: dal ragazzino biondo con cui fu visto allontanarsi, alla telefonata giunta ad una donna il giorno in cui sparì il piccolo e a cui chiedevano 50 milioni, a quello che vide un camionista, alla rogatoria in Polonia per sentire una donna, alle pagine di un libro che si pensava raccontasse ciò che era accaduto
martedì 23 Aprile 2019 - Ore 09:30
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Sergio Isidori

 

di Gianluca Ginella

Il segreto del 23 aprile 1979 dura da quarant’anni. Immagini dai colori ora sbiaditi, emerse dai rullini nel cuore di vecchie macchine fotografiche, hanno raccontato a lungo di quel giorno. Perché quel 23 aprile del 1979 per la provincia di Macerata non è una data qualunque, non è una giornata corsa via e dimenticata ma l’inizio di un mistero lungo 40 anni e che ancora non trova fine. Era, quel 23 aprile, un giorno particolare nella frazione di Villa Potenza, a Macerata. In giro c’era tanta gente per il funerale del parroco, don Ennio Salvadei. Quel giorno un bambino dopo essere andato all’asilo, disse alla madre che scendeva a giocare con il fratello: era Sergio Isidori che quel pomeriggio sparì senza lasciare traccia.


LA SCOMPARSA – Verso le 15,30 del 23 aprile 1979, dopo aver giocato in casa e aver fatto merenda, Sergio Isidori aveva detto alla mamma che sarebbe andato sotto casa per giocare con il fratello Gianmaria, che era sceso da solo verso le 15 per raggiungere alcuni amici con i quali aveva poi giocato fino alle 17, rimanendo sempre nel retro della casa.

Sergio Isidori all’epoca della scomparsa

Sergio avrebbe dovuto giocare nello spiazzo di fronte alla sua casa, dove c’era l’officina del padre che quel pomeriggio era fuori per lavoro. La madre di Sergio Isidori aveva riferito che ad un certo punto, quel pomeriggio, aveva sentito della musica provenire dalla strada e si era affacciata alla finestra, dalla quale aveva visto il corteo del funerale che stava avanzando dalla chiesa in direzione della sua casa. Vicino all’abitazione degli Isidori c’era molta gente quel giorno in attesa del corteo funebre. Più tardi quando l’altro figlio rientrò disse alla madre che gli chiedeva se avesse visto il fratello, che non l’aveva visto quel pomeriggio. Nel giro di poco partirono le ricerche che all’inizio si concentrarono sul canale dietro casa. Fu prosciugato, ma le ricerche non diedero alcun esito. Un camionista poi riferì che il pomeriggio del 23 aprile aveva parcheggiato il suo camion di fronte all’officina di Eraldo Isidori. Il camion era rimasto parcheggiato per un paio d’ore, dalle 15,15 alle 17-17,30. Il camionista, che conosceva bene i fratellini Isidori, aveva raccontato di aver visto Sergio mentre giocava con altri due o tre ragazzini, che però non conosceva.

Sergio Isidori, la foto di come sarebbe nel 2010

Quando il camionista decise di ripartire notò che Sergio si trovava davanti al camion. Un amico di Sergio raccontò che: «Sergio prima era fermo davanti al piazzale dell’officina del padre, ma dopo qualche minuto, mentre avanzava il corteo del funerale, era di spalle e camminava verso la vicina strada in salita insieme ad una persona più alta di lui». E così spuntò fuori la storia del bambino biondo. Perché l’amichetto di Sergio disse che la persona con cui l’aveva visto era un bambino «poco più grande di lui, biondo e con un cappello a visiera». Anche una donna testimoniò di averlo visto con un altro bambino. C’è poi una telefonata che ricevette il 23 aprile 1979 una donna che faceva la parrucchiera e che aveva un numero di telefono che differiva di una sola cifra da quello degli Isidori. Qualcuno le avrebbe detto «Se vuole rivedere suo figlio prepari 50 milioni. Domani ci risentiremo». Quella fu solo la prima di una serie di telefonate anonime che negli anni arrivarono alla famiglia e che nel corso degli anni hanno portato gli autori ad essere indagati e rinviati a giudizio per estorsione.

L’avvocato Luca Sartini, legale della famiglia

LE PISTE – Tante le piste che sono state seguite nel corso degli anni per ritrovare il bambino scomparso. Dal rapimento, alla pedofilia. Dai maghi che si proponevano alla famiglia dicendo di poter fornire indizi a lettere anonime giunte nel 2009 e che hanno portato a ricerche in Polonia di una donna che, si diceva nelle missive, avrebbe avuto una relazione con Sergio. E poi l’elaborazione dell’immagine del bambino che quando sparì aveva cinque anni (nato il 22 dicembre del 1973) che qualche anno fa gli inquirenti trasformarono fino a dargli l’aspetto che doveva avere da adulto. Una caccia infinita alla verità che ha portato anche a cercare dentro le pagine di un libro scritto nel 1989 da un sacerdote, don Mario Buongarzoni, intitolato “Il bambino scomparso” che narrava una storia chiaramente ispirata alla vicenda di Isidori. Nel racconto si parlava di un bambino che viene fatto salire in auto da un pedofilo e poi ucciso e sepolto. Il sacerdote venne sentito e spiegò che la sua storia non era che frutto di fantasia. E poi negli ultimi anni le ricerche all’estero. A inseguire la pista di una donna che con Sergio, ormai adulto, potrebbe avere avuto una relazione. Rogatoria internazionale, ricerche. Ma ancora una volta un nulla di fatto. Indagini aperte, chiuse, riaperte, in una spirale che alla fine ha sempre lasciato senza risposta la domanda da cui si era partiti: “Che cosa è successo a Sergio Isidori?”.

Giorgia Isidori

Una domanda a cui ha sempre cercato di dare risposta il papà di Sergio, Eraldo Isidori, che è stato anche parlamentare della Lega, sin quando non si è spento lo scorso dicembre. Una domanda a cui da tutta la vita cerca di dare risposta Giorgia Isidori che ha deciso di aiutare altre persone che vivono il dramma della scomparsa e da anni è in prima linea con l’associazione Penelope Marche. La scomparsa di Sergio è servita almeno ad aiutare altri. Una famiglia che comunque continua a cercare Sergio. Perché non si può restare con quell’incertezza di non sapere, che probabilmente col passare degli anni non è più il voler conoscere cosa accadde 40 anni fa ma solo se chi è sparito sia oggi ancora vivo e se da qualche parte Sergio stia vivendo una vita di cui non ricorda i primi 5 anni. Da 40 anni in una casa di questa provincia una famiglia attende di saperlo.

 

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