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Mercato nero delle opere d’arte,
il pellegrinaggio criminale dei predoni

IL BILANCIO dell'attività dei carabinieri del Nucleo tutela patrimoni artistico: nel 2018 sono state arrestate 10 persone e denunciate 135. Recuperati beni per oltre mezzo milione di euro, tra questi anche l’Annunciazione dei Magi rubata nel 1993 a Treia, dal valore di 120mila euro
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Il tenente colonnello Carmelo Grasso comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona

 

di Talita Frezzi

Aumentano i furti nelle chiese per alimentare il mercato clandestino delle opere d’arte spesso destinati all’estero e al mercato nero del collezionismo. Ma spesso i predoni dell’arte vengono incastrati: nel 2018 ne sono stati arrestati 10 e denunciati 135, di cui 32 per reati in danno del paesaggio.  E’ quanto emerge dal bilancio dell’attività operativa 2018 dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, che evidenziano come nelle Marche i furti nei luoghi di culto siano passati da 4 del 2017 a 18 dell’anno successivo, per l’Abruzzo (regione di competenza del Tpc di Ancona) crescono invece da 2 a 11 dello stesso periodo. I militari, coordinati dal tenente colonnello Carmelo Grasso, hanno recuperato 480 beni d’antiquariato, archivistici e librari; 5.558 reperti archeologici (di cui 5.157 interi e 401 frammenti); 4 reperti archeologici e 5 opere d’arte contemporanea contraffatte sottoposte a sequestro. I beni ricettati non sempre sono originali, talvolta vengono anche falsificati i timbri stessi, i sigilli e le certificazioni. Per questo di fondamentale importanza per l’analisi e la verifica dell’originalità del bene si rivela la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Tpc, la più grande banca dati di opere d’arte da ricercare al mondo.

Il furto alla cattedrale di San Pietro Apostolo di Senigallia

«Le attività di contrasto poste in essere dal Nucleo hanno consentito il recupero di beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici di pregevole fattura – spiega il comandante Grasso – per un valore stimato di oltre mezzo milione di euro». Attività di contrasto che ha portato all’individuazione di due catanesi ritenuti responsabili di furti nelle chiese delle Marche e dell’Emilia Romagna, in particolare nelle chiese di Senigallia (chiesa di San Pietro Apostolo, cattedrale, 26 aprile e chiesa della Maddalena il 1 maggio 2018) e Castelfidardo (Collegiata Santo Stefano, 23 marzo 2018). I due complici si fingevano pellegrini o fedeli, contriti in fervente preghiera finché non restavano soli. A quel punto, uno faceva da palo controllando l’ingresso e l’altro faceva razzia di calici, pissidi, corone in metallo pregiato. Dopo aver consumato i furti, spezzavano gli oggetti rubati per venderli nei “Compro oro” dell’Emilia Romagna, dove venivano acquistati come “rottami d’oro”.

Il furto alla chiesa della Maddalena di Senigallia

Dalle verifiche in queste attività di “Compro oro” e dalle successive perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei due catanesi – da tempo domiciliati a Rimini – è stata rinvenuta altra refurtiva rubata dalle chiese di Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, beni riconosciuti e restituiti ai legittimi proprietari. I due uomini sono stati arrestati al termine dell’indagine denominata “Pellegrinaggio criminale”. Vengono loro attribuiti 10 furti tra le province di Chieti, Macerata, Ancona e Bologna. Visitate anche alcune chiese in Toscana, Lombardia e Piemonte, dove in alcuni casi hanno solo fatto sopralluoghi per raid che avrebbero consumato. Importante ai fini dell’indagine la presenza di telecamere nei luoghi di culto che hanno registrato i movimenti dei due predoni: le stesse immagini sono state analizzate dai carabinieri con il supporto della polizia scientifica della questurche a seguito della comparazione fisiognomica ha confermato gli elementi raccolti per l’identificazione. L’operazione “Pellegrinaggio criminale” è solo una delle attività di repressione che ha portato all’identificazione dei responsabili di furti e al recupero di ingente refurtiva.

Una delle opere recuperate

Altra significativa attività è quella condotta tra Jesi, Falconara, San Severino e Matelica iniziata nel 2018 e appena conclusa che ha permesso di recuperare 9 pregevoli dipinti del XVII-XVIII secolo rubati in varie parti d’Italia dal 1988 al 2001 trovati in abitazioni private. Si tratta di dipinti di pregevole fattura di autori ignoti databili tra il XVII e il XVIII secolo, detenuti da collezionisti marchigiani. I militari del Tpc sono stati interessati da un antiquario di Pesaro cui i quadri erano stati offerti da un venditore di Jesi che intanto, notando l’incertezza dell’antiquario aveva venduto i beni a un collezionista di San Severino. L’indagine – coordinata dalla procura di Ancona – ha permesso di denunciare sei persone per ricettazione e recuperare un dipinto olio su tela ovale raffigurante l’Annunciazione rubato nel 2001 a Mantova e un dipinto olio su tela raffigurante l’Annunciazione dei Magi rubato nel 1993 a Treia (Macerata), per un valore di 120.000 euro.

Una delle opere recuperate

Nell’abitazione del collezionista settempedano sono stati anche rinvenuti due quadri rubati a Firenze nel 1988, una “Madonna con angeli” rubato nel 2004 a Milano e un “Putto seduto” sottratto a Senigallia nel 2004 su cui sono ancora in corso accertamenti.
Nei guai è finito anche un restauratore di Urbino, al centro di un’inchiesta coordinata dalla procura di Pesaro per tre sinotipie del ciclo di affreschi della chiesa della Misericordia della frazione di Castelferretti di Falconara, rinvenuti e sequestrati il 22 ottobre 2018 nella sua abitazione. Le sinotipie erano state rubate negli anni ’70 dalla chiesa ed erano di proprietà comunale. Non era stata fatta denuncia. Sono state restituite al comune di Falconara. E se aumentano le verifiche della sicurezza nei musei, biblioteche e archivi con 12 attività nel 2018 che segnano un incremento del +140%, crescono anche i controlli alle aree archeologiche (42, + 2,4%), alle aree paesaggistiche (80, +95,1%), agli esercizi antiquariali (166, + 538%) e ai mercati e fiere dell’antiquariato (48, +182,4%). Sono proprio antiquari e fiere i luoghi dove spesso vengono venduti sottobanco pezzi originali provento di furto o di vendita illecita. Ma c’è anche il mercato della ricettazione online: proprio in rete era in vendita un libro del 1627 “Lode nuziale” che risultava invece rubato da una biblioteca di Macerata: mancava dall’inventario del 1935. I militari del Tpc stanno collaborando con la procura di Macerata per un’indagine legata a un furto commesso nel lontano 1911 a Osimo: era stata rubata una “Madonna dell’orto”. I responsabili sono stati arrestati, ma del quadro si è persa traccia. L’ipotesi è che potrebbe essere finito all’estero come per il pregevole testo “Sacramentario di Frontale d’Apiro” dell’anno 1000 rubato a un sacerdote nel 1925 e rinvenuto in una biblioteca americana. La procura di Macerata ha avviato la rogatoria per far tornare il prezioso testo antico ad Apiro, ma la biblioteca ha finora risposto sempre picche.

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