
La Scientifica sull’Esino
Nessuna traccia di violenza, l’uomo ritrovato alla foce dell’Esino è morto per asfissia dovuta ad annegamento. E’ questo il risultato dell’autopsia eseguita questa mattina a Torrette sul cadavere affiorato venerdì mattina alla foce del fiume che passa lungo Falconara. A svolgere l’esame, su richiesta del pm Daniele Paci, è stato il dottor Manuel Papi. Con l’accertamento è emerso anche come la vittima possa avere tra i 70 e gli 80 anni. Nessuno, però, ha ancora reclamato la salma e, dunque, il cadavere non ha ancora un nome. Dalle prime valutazioni dell’autopsia è emersa l’assenza lesioni inferte da soggetti terzi, ma la presenza di alcune “ammaccature” sul capo compatibili con l’azione della corrente esercitata contro il letto del fiume. Radiografie negative per traumi ossei. Nei polmoni sono stati trovati i segni di una sofferta asfissia da annegamento. Sono stati prelevati frammenti del corpo per eventuali comparazioni genetiche non appena sarà possibile profilare l’identità dello scomparso e quindi fare un paragone. Inoltre, militari specializzati nelle investigazioni scientifiche, prima dell’esame autoptico, alla presenza del medico legale e degli uomini della Tenenza di Falconara, hanno proceduto ad una complessa operazione di esaltazione delle creste papillari della salma, riuscendo a rilevare le impronte solo di alcune dita L’avanzato stato di putrefazione ha reso le operazioni lunghe e complesse. E’ stato anche rilevato il calco dei denti. Per risalire all’identità dell’uomo si indaga nel mondo dei clochard. Si ipotizza che la vittima vivesse sola ai margini della società. I militari della Tenenza stanno sentendo alcuni senza fissa dimora di solito stanziati a Falconara. Finora sono stati sentiti sette soggetti.
Cadavere ritrovato nel fiume Esino: è mistero sull’identità (Foto)
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