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Sfalci e potature, il sindaco Santarelli:
«Incentivare compostaggio domestico»

FABRIANO - L'Ata provinciale progetta di realizzare un impianto per il trattamento della frazione organica derivante dalla raccolta differenziata dei rifiuti, il primo cittadino fabrianese propone di puntare sui piccoli impianti aerobici diffusi sul territorio a bassa densità di popolazione
mercoledì 26 Giugno 2019 - Ore 19:44
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Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli

 

E’ aperto da tempo il dibattito tra i Comuni della provincia di Ancona sulla necessità di realizzare un impianto per smaltire i rifiuti organici come sfalci e e potature. In una riflessione ‘social’, il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli ricorda che l’Ata avrebbe già individuato il sito per insediare l’impianto in un’area adiacente l’interporto di Jesi, ma nel progetto non è stato messo a fuoco l’incentivo alle compostiere domestiche e di comunità che consentirebbero di contenere l’imponenza dell’impianto principale.

E’ in corso da mesi nella Provincia di Ancona la discussione sull’idea di realizzare un impianto per il trattamento della frazione organica derivante dalla raccolta differenziata dei rifiuti, sfalci e potature. Si tratta della frazione più abbondante soprattutto nei Comuni dove si è raggiunta una buona percentuale di differenziata ed è quella parte che tenderà ad aumentare nei prossimi anni quando anche negli altri comuni ci sarà un miglioramento della raccolta. Per intenderci a Fabriano si aggira intorno al 34% e aumenterà già nel 2019 per effetto di alcuni interventi che abbiamo attivato.

Attualmente l’organico viene smaltito in un impianto dell’Emilia Romagna con dei costi elevatissimi soprattutto a causa del trasporto. Siamo intorno ai 135 €/tonnellata. Avere un impianto in Provincia consentirebbe di abbattere i costi fino a circa 90/95 €/tonnellata. Questo si ripercuoterebbe positivamente sulla Tari delle famiglie e delle attività. Inoltre nei Comuni dove insiste l’impianto è previsto un incentivo da versare in base alle tonnellate smaltite dall’impianto stesso. Ad oggi si parla di circa 300 mila euro all’anno. A questo a mio avviso si aggiunge il discorso legato alla possibile occupazione di forza lavoro.

La strada da perseguire a nostro parere è quella di incentivare il compostaggio domestico e di comunità con piccoli impianti aerobici diffusi sul territorio soprattutto nelle aree più difficilmente raggiungibili o dove la densità della popolazione è bassa e pensare a un impianto che possa soddisfare le esigenze della produzione di organico della Provincia. Attualmente per la realizzazione di questi impianti ci sono importanti incentivi statali legati alla produzione di biometano che viene immesso direttamente nella rete di distribuzione. Gli impianti di ultima generazione non creano problemi di cattivi odori e sono in grado di produrre scarti semi secchi la cui gestione è piuttosto semplice.

L’Ata provinciale ha individuato nell’area adiacente l’interporto di Jesi quella più idonea ad ospitare tale impianto. Il nostro Comune si era candidato per una valutazione di massima ma è stato ritenuto poco baricentrico. La scelta predilige una localizzazione che consente di ridurre al minimo le spese per i trasporti del materiale. Nel piano presentato dall’Ata manca però la parte relativa all’incentivo alle compostiere domestiche e di comunità che consentirebbero di ridurre al minimo la taglia dell’impianto principale. La speranza è che la discussione possa essere la più corretta, trasparente e lucida possibile, auspico anche che coloro i quali si oppongono, con argomentazioni condivisibili, siano anche in grado di proporre una alternativa valida che posa consentire di abbattere il costo dello smaltimento e di non dover sottostare alle regole dettate dal solito monopolista privato che è già pronto a fare cassa.

Gabriele Santarelli, sindaco di Fabriano

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