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Accertamenti Imu e Tasi:
bando per selezionare
cooperative per la riscossione

OSIMO - Le domande andranno presentate entro il prossimo 6 settembre. Le Liste civiche: «Giusti i controlli fiscali, ma dopo la vicenda delle 'cartelle pazze' questo serve a solo tassare nuovamente gli osimani»
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Accertamenti tributari di Imu e Tasi non pagate, il Comune di Osimo ha pubblicato un avviso esplorativo rivolto a cooperative sociali di tipo “B” per manifestazione d’interesse a partecipare a procedura competitiva di tipo negoziato mediante uso della piattaforma Mepa, per l’affidamento del servizio di supporto all’Ufficio Tributi. Il soggetto che sarà selezionato dovrà lavorare nell’attività di accertamento tributario e nelle connesse attività di gestione delle banche dati comunali per un periodo di 2 anni. Il valore presunto del servizio, per l’intera durata del contratto, è stimato dal Comune in 187.500 euro (oltre Iva), corrispondente al valore dell’aggio massimo posto a base d’asta applicato alla media delle somme effettivamente riscosse dall’Ufficio Tributi nel biennio 2016/2017 e a quelle ulteriori che si stima di recuperare-riscuotere nel periodo di durata del contratto. Per presentare la domanda c’è tempo fino a mezzogiorno di venerdì 6 settembre.

Le Liste civiche però temono che il progetto serva a «tassare nuovamente gli osimani per Imu e Tasi. Questa e’ la prima mossa della coalizione Pd-M5S-Progetto Osimo -Lega e Destra». I movimenti civici di Dino Latini premettono nel loro comunicato che «è giusto che tutti paghino le tasse, siamo contrari al sistema di un nuovo giro di vite degli accertamenti per Imu e Tasi a carico degli osimani, che l’amministrazione comunale ha deciso di mettere in atto. Si tratta di una chiara finalità di fare cassa, di cui sono assenti i presupposti di partenza e il raggiungimento della finalità di equità fiscale».

Dino Latini (in piedi) nella sede delle Liste civiche Osimo

Dopo le cartelle pazze Tasi del 2016 e quelle sulla tassa rifiuti del 2017, secondo le Liste civiche «la coalizione che regge l’attuale amministrazione ha dato il via libera per una nuova spremitura delle tasche degli osimani. Affidare poi l’accertamento, in tutto o in parte a soggetti esterni al Comune ci riporta all’esperienza della Cogest del 1998 o quella ultima della Andreani che doveva permettere l’incasso di 2 milioni di euro, fermandosi invece a poco più di 700 mila euro, di cui oltre un terzo andato via per l’aggio e le spese dovute alla stessa Andreani. Non siamo su questa linea, ribadendo che l’accertamento e il controllo fiscali sono incontestabili».

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