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Memoria e “confini”
Festival della Storia alle Muse

ANCONA - Dal 26 al 29 settembre la prima edizione della manifestazione, ecco il programma
mercoledì 18 Settembre 2019 - Ore 19:12
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Da sinistra: Valentina Conti, Nino Lucantoni, Tamara Ferretti, Paolo Marasca

 

di Giampaolo Milzi

«Senza la storia non si diventa uomini». E’ anche e soprattutto da questa affermazione della senatrice Liliana Segre che è nata l’idea da cui è scaturito il Festival della Storia, che animerà ad Ancona il Teatro delle Muse (in particolare lo spazio del Ridotto) dal 26 al 29 settembre. Una Storia con la “S” maiuscola, declinata al plurale, con spazio anche a cinema e spettacoli, e in modo interdisciplinare (filosofia, politica, ambiente, letteratura); Storia globale ma con “link” al capoluogo dorico e alla nostra regione, studiosi e specialisti di settore e di altro profilo fra i tanti ospiti protagonisti di incontri, conferenze, presentazioni di libri, dialoghi. Dedicata al tema dei “Confini”, così antico ma di stretta attualità, considerato come funzionale ad una crescita civile da cui sia bandita ogni violenza, questa prima edizione della manifestazione, organizzata dall’Istituto Gramsci Marche diretto da Nino Lucantoni, dalla Casa editrice Affinità Elettive di Valentina Conti e dall’Istituto Storia Marche, col forte sostegno del Comune di Ancona e in collaborazione con la Libreria della Muse, l’Anpi di Ancona, Marche Teatro, Gulliver Sinistra universitaria e l’associazione Ankonistan. «La Storia come bene comune, sinonimo di democrazia, strumento per leggere il presente», ha detto stamattina in conferenza stampa al Muse Bar la Conti. «Una scommessa, che vogliano ripetere il prossimo anno, volta a coinvolgere il maggior numero di cittadini, questo festival, che punta a storicizzare e politicizzare il presente», ha aggiunto Lucantoni. Storia maestra di vita? «Non nel senso letterale del termine, perché non si ripete mai allo stesso modo – ha sottolineato l’assessore comunale alla Cultura Paolo Marasca – Ma maestra perché ci insegna da dove veniamo, chi siamo, come vivere meglio dal punto di vista sociale. Questo è lo stile in prospettiva della quattro giorni di eventi, una prospettiva che nel contemporaneo si rischia di perdere in quanto, a causa anche delle nuove tecnologie di comunicazione e ai sociali media, ci troviamo soprattutto di fronte ad una serie continua di notizie di cronaca slegate da riflessioni sul passato». «E disconnesse dal recupero della memoria», ha aggiunto Tamara Ferretti, presidente Anpi Ancona.

IL PROGRAMMA – Spunti infiniti, nel ricco e variegato programma, dal minimo comune denominatore “Confini”. Fin dal V secolo, quelli di Chio, col docente universitario Ugo Fantasia, intervistato da Lucilla Niccolini sulla grande lezione dello storico greco Tucidice, nel pomeriggio del giorno d’apertura del festival. I confini “dei sensi”, con Aldo Grassini, presidente del Museo Tattile Statale Omero di Ancona che il 27 dialogherà con Maria Grazia Camilletti. Coinvolti gli studenti dell’ateneo dell’Univpm in un confronto su “I confini della democrazia: L’Italia contesa” con lo storico Giuseppe Vacca, sempre il 27, quando poi la questione de “La Terra dei confini” sarà approfondita da Antonio Luccarini, professore di Filosofia anconetano. Il 28, dei “Secoli come confini” parlerà un altro docente di Storia, Fulvio Cammarano, mentre Alessandra Stipa del Fai, Roberto Mancini e Federica Quaglieri daranno spazio a confini dell’umano, trascendenza e poesia con letture de “L’infinito”. La Storia anche come spunto di riflessione sulla sua percepibile presenza nel passato e nel presente dell’ambito locale. Ambientato in gran parte nella comunità ebraica di Ancona del ‘900 il romanzo “Ti rubo la vita” della giornalista Cinzia Leone, presente l’autrice, il 26. Sempre il 26 Ancona anche sullo sfondo di un altro romanzo, “Il genere. Una questione di confine”, firmato da Chiara Zamboni, impegnata in una discussione con la Camilletti. Il 27 Claudio Bruschi terrà una conferenza a un gruppo di studenti su “Ancona nella storia d’Italia del XIX e XX secolo”, mentre il 28 si soffermerà con Vittoria Ribichini sul capitolo “Ancona roccaforte del Regno d’Italia”. Il 29 Michele Polverari parlerà del porto di Ancona come “Rappresentanza del confine”. Ancona sarà teatro di iniziative dal forte sapore di storia e tradizioni il 28 con una passeggiata al rione Archi con Maria Grazia Salonna che parlerà della realtà economico-sociale dei pescatori e la domenica seguente con una visita guidata a cura dell’associazione I Sedici Forti alle fortificazioni della Lunetta di Santo Stefano. Storicizzato anche il fenomeno delle migrazioni, il 26, con un dialogo tra l’ombusdman Marche Andrea Nobili, Emma Capogrossi e Maria Lucchetti, il 29 col giornalista anconetano Marco Benedettelli che presenterà il suo libro “Il medico di Lampedusa” e la stessa domenica col dibattito su “Il Mediterraneo, tra frontiere reali, inventate e ignorate”. Quanto alla multimedialità del festival, da ricordare la proiezione dei film “Esilio, La passione secondo Lucano” il 26 e “Fuocoammare” il 29. Il 27, il 28 e il 29, alla Sala Melponene, lo spettacolo teatrale “Kitchen stories #1: tutto l’amore è clandestino”, con Ernesta Argira. Sospesi tra passato e forti legami e influenze con l’attualità, alcuni incontri, tra cui quello del 26 sulla questione arabo-palestinese, la sfida della Chiesa attuata da papa Bergoglio il 27, la strage di piazza Fontana del 1969 (Una storia che continua) sabato 28. Per il programma completo del festival, giorni e orari: www.festivalstoriancona.it – tel. 333/7778153, 071/2073661

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